Rita Borsellino. Per scrivere una pagina nuova in Sicilia e non solo

La posta in gioco nelle elezioni siciliane è così alta che riguarda tutto il Paese.
Per questo il sostegno alla Borsellino ha bisogno del contributo di tutte le persone oneste. La maggioranza.
17 maggio 2006 - Tonio Dell'Olio

Le vicende politiche nazionali che conoscono in questi giorni passaggi fondamentali, non devono distrarci da un altro appuntamento che riguarda forse più da vicino la vita dei cittadini di questo Paese. Le elezioni amministrative, infatti, non solo costituiscono una tappa rilevante della costruzione e della pratica della democrazia, ma potenzialmente contengono risposte, efficaci o meno, a molti dei disagi e delle questioni irrisolte delle nostre città. In taluni casi con le elezioni delle giunte locali si possono pregiudicare o aprire alla speranza i destini di intere comunità. In questo senso non vi è dubbio che l’appuntamento più rilevante è costituito dalle elezioni amministrative regionali della Sicilia. Con una particolarità che in pochi sembrano aver colto negli ultimi tempi: i risultati di quella competizione elettorale sono importanti anche per il resto del Paese. Perché la Sicilia è una grande regione, perché costituisce un laboratorio significativo di novità e di cambiamento, perché in quei territori si intrecciano molti motivi di preoccupazione che influiscono di fatto sull’economia, sulla legalità, sull’immagine dell’Italia tutta.
Rita Borsellino diventa la chiave di volta del riscatto di una grande regione e motivo di speranza per l’intera nazione. Per questo motivo, almeno nello scorcio di campagna elettorale che rimane, ciascuno deve mettere in campo tutte le proprie energie perché anche le urne riconoscano l’impegno trasparente, appassionato e determinato di questa donna e la posta in palio che è in gioco in quella terra. Devono moltiplicare i propri sforzi le forze politiche. Per dimostrare che è possibile incoraggiare un impegno di responsabilità politica di chi non proviene dalla casta dei partiti. Per dire che la partecipazione aperta a tutte le persone capaci e coerenti è regola suprema della democrazia effettiva. Per evidenziare che la lotta alla criminalità organizzata non è l’appendice di un programma di governo, ma priorità assoluta (e non solo per la Sicilia!) di chiunque voglia riscattare i cittadini dalla sudditanza al gioco mafioso che blocca o condiziona pesantemente l’attività democratica, l’economia, l’amministrazione della giustizia, le possibilità di creare occupazione, il riconoscimento dei diritti di ciascuno, la piena dignità e libertà degli individui…
Devono spendersi senza esitazione le persone oneste e le organizzazione della società civile che, ai motivi che dovrebbero animare le forze politiche, aggiungono il fatto che Rita Borsellino è espressione concreta delle tante persone che in questi ultimi anni hanno inteso caparbiamente offrire il proprio contributo alla liberazione della Sicilia e dell’Italia dal giogo asfissiante delle mafie e dai loro perversi effetti.
Rita Borsellino non è solo la candidata alla presidenza della Regione Sicilia, è la protagonista delle carovane antimafie che negli ultimi undici anni hanno visitato città, animato iniziative, incontrato persone, aperto gli occhi e il cuore a famigliari di vittime di mafia, dato spunti di educazione alla legalità a migliaia di studenti. Rita Borsellino è stata tra le iniziatrici convinte di quella rete che si chiama Libera e che è l’unica realtà che, nella storia della nostra povera Italia, ha provato a mettere in rete tanti piccoli tentativi coraggiosi di gente comune e di gruppi organizzati che hanno provato per strade diverse a dire NO alla prepotenza e al sopruso, alla illegalità diffusa e alla pretesa convenienza del “convivere con le mafie”. Rita Borsellino ha accarezzato e sostenuto gli inizi dell’uso sociale dei beni confiscati ai Brusca, ai Riina, ai Calò…, alla Sacra Corona Unita, alla Banda della Magliana, alla ‘Ndrangheta, alla Camorra, alla Mafia del Brenta… per poterli far rinascere sotto forma di cooperative agricole e agriturismi, di luoghi di formazione e di cultura, di segni concreti di riappropriazione del territorio e dei propri diritti, di luoghi di incontro e di accoglienza.
E non sono che alcuni dei motivi per sostenere con entusiasmo questo tentativo di svolta della storia siciliana. Sì, perché sarebbe davvero un fatto storico, un’occasione grande per la Sicilia e per i siciliani. Sarebbe un voltare pagina per scrivere insieme una storia tutta diversa che finalmente espelle anche le contiguità e gli intrecci delle mafie con la politica e il malaffare. È bello poter porre in evidenza proprio dalle pagine di Mosaico di pace che in questo sforzo comune, i Punti Pace di Pax Christi di Palermo, Ragusa, Catania… stanno contribuendo ponendosi in gioco totalmente. Ma all’appello del 29 maggio per la Sicilia non deve mancare nessuna persona onesta. Solo questa condizione permetterà a Rita di sedere da presidente a Palazzo dei Normanni e a noi tutti di compiere un passo assai decisivo in questo cammino di liberazione.

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