Mai spegnere la fiaccola della memoria

Commenti a margine di un pellegrinaggio organizzato dalla Commissione diocesana Giustizia e Pace di Novara, a Montesole-Marzabotto e sulla tomba di Dossetti
7 ottobre 2008 - Don Mario Bandera (Direttore del Centro missionario di Novara e responsabile dell’ ufficio diocesano pastorale sociale, del lavoro, giustizia e pace, salvaguardia del creato)

Preghiera nel cimitero di Marzabotto Fin dal suo inizio la Commissione Diocesana Giustizia e Pace, ha posto come uno dei tratti caratteristici del suo impegno quello di tenere viva la memoria di quei luoghi, persone e storie che hanno segnato il cattolicesimo italiano e la vita pubblica del nostro paese.
Uno dei modi per tenere desta l’attenzione su un aspetto così importante è stato quello di organizzare dei pellegrinaggi dove oltre a mantenere il ricordo di eventi e situazioni importanti, si potesse anche alimentare la fiaccola della memoria così da consegnarla alle nuove generazioni. Il primo di questi pellegrinaggi venne organizzato lo scorso anno a Barbiana, sulla tomba di don Lorenzo Milani, fu un momento intensamente vissuto da molte persone che nel Priore di Barbiana riconoscevano uno dei Profeti del nostro tempo.
Quest’anno la scelta è caduta su Monte Sole (comune di Marzabotto) dove nel settembre del 1944 venne perpetrato uno spaventoso eccidio da parte dei nazi-fascisti in cui perirono più di 1800 persone, in gran parte vecchi, donne e bambini. Questo luogo, autentico sacrario ove si perpetua la memoria di tante vittime innocenti, è anche il luogo dove una delle figure più significative del cattolicesimo italiano, Giuseppe Dossetti, ha realizzato un sito di preghiera affidato agli appartenenti maschili e femminili dell’Istituto Religioso da lui fondato e dove, nel piccolo cimitero ha voluto essere sepolto.
Si sono intrecciate così lo scorso 28 settembre, in una splendida domenica autunnale sull’Appennino bolognese, riflessioni e preghiere che un folto gruppo di novaresi ha voluto esprimere, per rendere omaggio a Giuseppe Dossetti uno dei Padri Costituenti della Repubblica Italiana.
Il trovarsi di fronte a richiami così forti che emanavano dalla vita e dalla testimonianza del parlamentare prima e monaco poi, Giuseppe Dossetti, ha permesso a tutti di riflettere su come un impegno in politica debba essere sempre vissuto – come diceva Paolo VI – come la più alta forma di Carità, un atteggiamento purtroppo poco riscontrato nell’attuale classe politica!
Anche il ripercorrere i sentieri che videro più di sessant’anni fa le SS del maggiore Walter Reder andare a stanare la popolazione innocente che viveva in quei Borghi, per sterminarla con ferocia inaudita, ha reso possibile capire come il calvario della gente di Monte Sole, in cui furono immolate vittime innocenti, debba essere ancora oggi considerato come un Santuario in cui andare in pellegrinaggio per ricordare le brutalità e le efferatezze che una guerra trascina sempre con se.
Il trovarsi di fronte a delle Chiese distrutte, a dei casolari diroccati, rimasti tali dalla fine della guerra, fissare lo sguardo nelle lapidi in cui sono impressi i nomi dei sacerdoti uccisi senza pietà dai nazisti solo perchè rimasero accanto al gregge loro affidato, nel momento in cui più violenta e brutale era la tempesta che si accaniva su una popolazione inerme, ha reso evidente di come sia fondamentale e necessario coltivare la memoria di quei tragici eventi.
Lo aveva ben capito Giuseppe Dossetti che ha fortemente voluto una presenza contemplativa come espressione della Chiesa bolognese in una delle zone più tragicamente segnate dalla brutalità della guerra.
Fare memoria di quegli eventi, ricordarne le vittime, scandire i nomi di coloro che sacrificarono la loro vita per un Italia più libera, più giusta e solidale; attingere al tesoro prezioso di chi, passato attraverso il crogiuolo della Seconda Guerra Mondiale seppe trovare la strada per un impegno in politica fortemente sostenuto da una fede consapevole e matura, che rese possibile l’aspro e difficile confronto con la cultura liberale e socialista da cui scaturì la nostra Carta Costituzionale, modello insuperato di “Magna Charta” in cui le diverse parti politiche seppero fondersi in maniera mirabile ponendo in risalto il “Bene Comune” come fondamento per la convivenza civile di tutti gli italiani, questo grazie all’azione e all’opera di cattolici come Giuseppe Dossetti e al sacrificio dei Martiri della Resistenza, fare memoria di un tesoro così immenso è molto più di un semplice rituale d’obbligo, è dare linfa vitale alla vita di tutti i giorni come cittadini e come credenti.

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