Chiediamo perdono per i morti di serie B

2 aprile 2009 - Don Renato Sacco

La mia opinione, ma forse non solo la mia, è che i 300 dispersi (quindi… morti) in mare mentre dalla Libia cercavano di raggiungere l’Italia non hanno fatto molta notizia e non hanno scosso molto le coscienze. Non ci sono state dichiarazioni, riflessioni.. approfondimenti, ecc. quasi in nessun ambiente… Come a dire “c’è vita e vita.. e morte e morte”.
Non siamo proprio tutti uguali. Che duro constatare che è proprio così! Mi sembra doveroso allora ricordare quanto scrive p. Alez Zanotelli, direttore di Mosaico di pace, nell’editoriale dello scorso marzo: “Dal 2002 al 2008 sono periti o scomparsi in mare 42 mila persone, secondo le stime e la ricerca condotta a Lampedusa da Visetti, il giornalista di “La Repubblica”... Trecento persone al giorno, il più grande genocidio europeo dopo la prima Guerra Mondiale”.
E questi sono dati, non è una mia opinione. E non era ancora successa la tragedia di questi giorni. E anche il responsabile della Caritas per l'immigrazione, Oliviero Forti, si è chiesto “cosa accadrà alle persone, e tra questi donne e bambini, che verranno rimandati indietro dalla Libia semmai verso il deserto. Forse ci si placherà la coscienza un po' di più ma la loro sorte sarà peggiore della traversata nel Mediterraneo”.
Siamo vicini alla settimana Santa. Bisognerà riflettere, meditare e chiedere perdono!
Mi chiedo – anche questa è una mia opinione – perché l’Osservatore Romano, giornale così importante e prestigioso, va a scrivere il 31 marzo che “il Pdl appare, alla prova dei fatti, maggiormente in grado di esprimere i valori comuni della popolazione italiana, tra i quali quelli cattolici costituiscono una parte non secondaria”. Ma ce n’era proprio bisogno? Io sono un piccolo redattore di una piccola rivista come Mosaico di pace, ma posso dissentire dall’Osservatore Romano (visto che non sono in ballo dogmi di fede ecc.)? Un giornale così autorevole non è chiamato – sia perché dovrebbe ispirarsi evangelicamente al progetto del Regno di Dio, di un cielo nuovo e terra nuova in cui trionfi la Giustizia, sia per un ragionevole calcolo diplomatico – a sollecitare, stimolare, non a sposare un governo, sottolineando più il cammino da fare che non gli apparenti risultati o successi ottenuti, anche se a gran maggioranza.
La logica del mondo non dovrebbe essere diversa da quella di chi si ispira a... qualcun altro, totalmente Altro?
Penso alle scelte di questo governo sull’immigrazione, per non dire del pacchetto sicurezza, lavoro, scuola, giustizia, legalità, (quanti condannati siedono in parlamento?), diritti umani, aiuti e solidarietà con i Paesi poveri ecc.. Guerra e spese militari: non dimentichiamo che l’Italia nel 2008 ha esportato armi per oltre 3 miliardi di euro. Un record, siamo al settimo posto mondiale! Per non dire che il governo spinge perché si approvi entro la metà di aprile un impegno economico di oltre 13 miliardi per gli aerei da guerra F 35.
Valori cattolici anche questi? Direi di no, ma è una mia opinione… discutibile.
Forse qualche appunto si potrebbe fare, come abbiamo sempre cercato di fare noi di Mosaico, nei confronti di ogni governo. Perché è troppo facile usare i “valori cattolici” per ingraziarsi i favori del mondo ecclesiastico. Ne fa ampio uso Berlusconi, la Lega contro l’immigrazione e l’islam. Ed è scandaloso quanto affermato dall’on.le Borghezio qualche giorno fa in Francia in un incontro di neofascisti… in norme dei valori cattolici.
La grandezza dell’Osservatore Romano che ricordo ha titolato a tutta pagina qualche anno fa: “PONTI NON MURI parlando della Palestina, e “MAI PIÙ” riferendo le parole di Giovanni Paolo II sulla guerra, non può perdersi in applausi o benedizioni, come qualcuno ha scritto, nei confronti di questo, o altro, governo. Ben altro ha da dire!
Certo è solo una mia opinione... ma confortata anche da opinioni di altri che qualche anno fa ebbero a scrivere queste parole che faccio mie anche oggi: “A leggere quello che proponeva molti anni fa il Gran Maestro della Loggia massonica P2, si dovrebbe concludere che la politica dell’attuale governo si è modellata su quel programma più che sulla dottrina sociale della Chiesa”.

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