La protesta di un padre

10 settembre 2009 - Tonio Dell’Olio

Gustavo Moncayo è un insegnante colombiano che ho avuto modo di incontrare in diverse occasioni. È molto noto nel suo Paese come “el caminante de la paz”. È il padre di Pablo Emilio Moncayo una delle decine di persone tenute sotto sequestro nella Sierra colombiana dalle FARC. Pablo Emilio Moncayo è sotto sequestro da 12 anni. Un vero peccato che l’ipocrisia dell’Occidente abbia pensato che con la liberazione di Ingrid Betancour il problema fosse risolto!
Per questa ragione il prof. Moncayo continua a percorrere le strade della Colombia e passa di città in città, di villaggio in villaggio, con le mani incatenate non solo per chiedere la liberazione del proprio figlio ma di tutti gli ostaggi. La sua protesta è soprattutto contro il governo che si ostina a non voler trattare con la guerriglia.
Negli ultimi giorni la protesta di Moncayo si è fatta più aspra e così, oltre alle catene ai polsi, adesso si trascina dietro una grossa croce (negli ultimi giorni più di 100 km da Tolemaida fino alla capitale).
La sua richiesta semplice è che il governo conceda alla senatrice Piedad Cordoba di andare a ricevere dalle FARC il figlio del prof. Moncayo e altri due ostaggi la cui liberazione è stata decisa il 12 aprile scorso. Fino a questo momento il governo ha mostrato di non volerne sapere. E noi, anche con questo breve racconto dei fatti, stiamo decisamente dalla parte del “caminante de la paz”.

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