Digiunare oggi a Vicenza

8 settembre 2009 - don Maurizio Mazzetto (parroco)

Noi digiuniamo, e non solo in Quaresima, come avviene nella tradizione cristiana. Digiuniamo oggi – consapevoli della differenza tra il nostro digiuno e quello di chi a esso è costretto a causa della fame e del militarismo che toglie risorse ai miseri – per dire, anche con il corpo e in questo modo, il nostro no ai processi di morte che stanno coinvolgendo, ancor di più, la nostra città, già attorniata e attraversata da basi di guerra, cioè basi di morte.
Digiuniamo perché attendiamo il Regno di giustizia e di pace, promesso da Dio e compito di ogni uomo convertito a Lui e alla Sua Parola: “Verranno i giorni in cui digiuneranno” disse il Signore (Mt 9,15).
Questi sono i giorni del digiuno. Del digiuno per la venuta del Regno. Del digiuno nonviolento, che, da mezzo di purificazione e di crescita personale, diventa strumento di lotta. Come abbiamo imparato dai nostri maestri: Gesù Cristo, Gandhi, Martin Luther King, e altri.
Non è la prima volta che lo facciamo. Anzi, lo abbiamo sempre fatto (non è da ora che la testimonianza alla pace viene offerta a Vicenza): nei giorni dal 6 al 9 agosto di ogni anno, spesso davanti alle basi militari di Longare (Vi) o di Aviano (Pn), insieme al movimento “Beati i costruttori di Pace” che ne fu promotore fin dal 1986; nei venerdì di Quaresima e in altri periodi dell’anno, in concomitanza con eventi di morte che coinvolgevano l’umanità (una nuova guerra, un’antica repressione, e così via), abbiamo fatto giornate di digiuno e “Ore di silenzio” in Piazza dei Signori o davanti alle basi militari che circondano Vicenza (l’ultima di queste iniziative ci ha visto riuniti, con i laici del “Coordinamento dei cristiani per la pace di Vicenza”, nei venerdì di Quaresima di quest’anno).
Digiuniamo in comunione con tutti gli obiettori di coscienza agli eserciti e alle guerre, memori delle parole di questo sacerdote italiano: “Oggi che la guerra è diventata un sistema di distruzione anonima e di massacro generalizzato non vi è alcuna distinzione fondamentale tra aggressione e difesa. Di conseguenza il rifiuto del servizio militare è un dovere obiettivo per ogni cristiano che voglia essere fedele a Cristo e consapevole della criminale assurdità della guerra.” (Don Luigi Sturzo)
Ai nostri fratelli nella fede e, in particolare, ai nostri fratelli nel ministero pastorale, vorremmo ricordare le parole di un pastore che ha “dato la sua vita per le pecorelle”: “... ricordatevi: i simboli della Chiesa cristiana sono sempre stati il leone, l’agnello, la colomba e il pesce, ma mai il camaleonte! E ricordate anche questo: la Chiesa è il popolo che Dio si è scelto, ma coloro che sono scelti saranno riconosciuti in base alle loro scelte” (Kaj Munk, pastore protestante che ha resistito contro Hitler e ha aiutato i danesi alla resistenza. Fu catturato e ucciso nel 1944).

8 settembre 2009, Festa Diocesana della Natività di Maria

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