Beni dei mafiosi vendesi

19 novembre 2009 - Tonio Dell’Olio

Le legge Rognoni – La Torre a detta di tutti quelli che conoscono le questioni di mafia, ha contribuito in modo sostanziale a sconfiggere la cultura mafiosa e ad assestare qualche duro colpo alle organizzazioni malavitose. Quella legge ha il merito di colpire finalmente le mafie nella parte più sensibile, che sono i soldi, e di rendere visibile il bene che ne deriva per la comunità, mettendo a disposizione di tutti le proprietà confiscate. Immobili che erano proprietà di pericolosi boss oggi sono utilizzati dalla Guardia di Finanza, altri sono diventate scuole, e poi case famiglia, case di accoglienza, sedi di associazioni...
La finanziaria che è già stata approvata dal Senato prevede un codicillo (emendamento) che consente la vendita di quei beni destinando nuove risorse alla giustizia e alle forze del’ordine. A quale “papello” obbediscono coloro che vogliono svuotare, disinnescare e nullificare quella legge? Crediamo davvero che un privato cittadino concorrerà per aggiudicarsi il casolare di Brusca o i terreni di Sandokan?
Quanti prestanome stanno già attrezzandosi su mandato dei boss perché quei beni ritornino ai mafiosi che ostenteranno come un trofeo la vittoria sullo Stato?
Per queste ragioni Libera, che fu promotrice di quella legge raccogliendo un milione di firme nel 1995, apre una campagna per impedire che si consumi questo delitto ai danni della legalità che funziona e chiede a tutti di firmare un appello. Per aderire: www.libera.it.

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