Una suora nonviolenta

19 gennaio 2011 - Tonio Dell'Olio

Forse la storia non contemplerà questa minuta suora americana che è morta ieri all’età di 94 anni. A me è bastato essere catturato dal suo sguardo semplice e dal suo carisma, ogni volta che l’ho incontrata e che l’ho ascoltata. Rosemary Linch, una suora che non vestiva gli abiti da suora, è stata l’ispiratrice ispirata di un movimento di religiosi e religiose statunitensi che si sono opposti alla corsa agli armamenti e alle nefandezze delle amministrazioni che si sono succedute nel tempo. Nonviolenta da cima a fondo. In maniera aperta, senza riserve e senza diplomazie, senza paura di perdere favori o privilegi, con coraggio, con un’immensa libertà interiore... in una sola parola: evangelicamente. Per questo Rosemary è stata più volte portata di peso in prigione mentre manifestava davanti alla School of Americas, per la sua chiusura. La SOA è la scuola militare che ha addestrato i torturatori e gli squadroni della morte delle dittature sudamericane. Più volte Rosemary ha violato i fili spinati per occupare i luoghi del Nevada in cui la difesa americana ha condotto pericolosissimi test nucleari. È stata arrestata e processata per aver solidarizzato apertamente con gli indiani d’America che da sempre occupavano quei territori e ne sono stati sfrattati. Insomma una donna consapevole del suo tempo a cui questa mattina offriamo l’onore della memoria e la gratitudine per averla incontrata. Una maestra della nonviolenza evangelica.

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