Eurofobie

15 giugno 2011 - Tonio Dell'Olio

“Se vogliono trasformare Stoccolma, Göteborg e Malmö in una Beirut scandinava con guerre tra clan, delitti d’onore e stupri di gruppo, facciano pure. Vorrà dire che alzeremo una barriera sul ponte di Ǿresund”. A parlare così a proposito dei migranti, è Pia Kjærsgaard, leader del Partito Popolare danese. E infatti dall’11 maggio sono stati ristabiliti i controlli doganali ai confini con la Germania e la Svezia. Ma a usare gli stessi toni è anche il Partito dei Veri Finlandesi in Finlandia, il partito Jobbik in Ungheria, il Partito per la Libertà nei Paesi Bassi, la Lega Nord in Italia, il Partito Liberale in Austria, i Democratici svedesi e il Front National in Francia. Molti di questi sono in ascesa di consenso. Spacciatori di paure a buon mercato. Non sarebbe invece da costruire (ma solo da far conoscere) il ruolo che l’immigrazione sta giocando per la demografia, l’economia e la cultura europea. Per queste ragioni appare urgente una rete europea di quei soggetti che riescono a guardare negli occhi gli stranieri e ne possono raccontare le storie, le sofferenze e le speranze. Perché solo se li conosci per nome cominci a non averne paura e a non parlarne come una minaccia. Chissà se qualcuno ha già pensato a raccogliere le firme necessarie per un referendum abrogativo delle norme sui respingimenti e sul reato di clandestinità. Siete davvero certi che la Lega vincerebbe?

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