Gli insonni
Per tutti gli insonni sembra che la notte tardi a partorire l'alba. E non so dire se la veglia degli impazienti spinga più in là la luce dell’aurora o l’affretti o la prepari o l’insegua. So solo che i loro occhi non si rassegnano al buio litigano con le tenebre e ogni rintocco di campana lontana è un respiro più lungo nell’affanno. E poi sono pensieri che ritornano dal passato parole scolpite in una memoria che non sapevi di avere pianti di altri che hanno bagnato anche le tue guance e rabbia sepolta nella terra degli anni. Gli insonni sono sentinelle dei sentimenti del mondo e veggenti che spiano nella filigrana del futuro. Non so se è speranza o ansia timore angoscia o solo presentimento. So solo che i loro occhi stanchi saranno pronti alle prime luci salutandole come una liberazione e un nuovo inizio. L’alba sarebbe nata comunque ma valeva la pena attenderla o prepararla o inseguirla o incalzarla. Almeno lasciarsi trovare svegli per riconoscerla e salutarla.





