Bolivia, un bambino per sette dollari

28 luglio 2011 - Tonio Dell'Olio

A leggere il rapporto del Difensore del popolo in Bolivia si resta senza parole. E invece noi vogliamo parlare. Il Difensore del popolo è un organo ufficiale per la protezione dei minori che finalmente ha deciso di svolgere una ricerca e pubblicare i risultati sul traffico di minori. Molte organizzazioni umanitarie e la Pastorale per la mobilità umana della Chiesa boliviana denunciavano da tempo questo turpe fenomeno. Nelle aree più povere del Paese si arriva a pagare anche meno di sette dollari per comprare un bambino dai suoi genitori. Ma nel mercato internazionale della tratta di esseri umani viene rivenduto anche per 200mila dollari. In altri casi i bambini vengono rapiti. E così, raccogliendo le informazioni di villaggio in villaggio, il rapporto rivela che nel solo 2010 sono stati almeno 15mila i minori che hanno attraversato la frontiera per giungere in Argentina. Lì basta mostrare “un’autorizzazione” firmata dai genitori per poter passare e poi essere avviati “allo sfruttamento sessuale o alla schiavitù domestica”. In genere diventano merce per i turisti del sesso in Argentina o nei Caraibi. Altre volte arrivano fino in Russia e in Europa. Il governo boliviano ha promesso una legge di contrasto in tempi brevi. Ma il pianto di queste vite spezzate dovrebbe scuotere l’intera famiglia umana.

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