La normalità della paura

6 settembre 2011 - Tonio Dell'Olio

Che la guerra è una brutta cosa lo leggi negli occhi della gente che abita a Kabul. È brutta la guerra. È brutto il terrore. È mostruosa ogni violenza. È brutta la paura. Si affollano le strade e i mercati per vincere con la normalità ciò che normale non deve diventare. Perché dopo dieci anni di convivenza con la paura... poi finisci che ci fai l’abitudine o che diventi “normale” e allora meglio addomesticarla. Dire che può capitare. Come un evento naturale. E naturalmente tornare alla vita quotidiana. Con il traffico, i venditori, gli aquiloni, i sacchi di sabbia e le barriere di cemento ai ministeri e alle ambasciate. La delegazione della Tavola della pace che in questi giorni ha visitato Kabul si è immersa in questa “normalità” per comprenderla e per intravedere, con gli occhi dei suoi abitanti, se non ci sia (dopo dieci anni) un parto nuovo che è possibile provocare. Una “exit strategy” dalla paura per tutte e tutti e non solo per la presenza militare straniera. Perché sarebbe un fallimento per tutta la comunità internazionale andarsene via lasciandosi alle spalle la normalità della paura. Certo che ci vuole coraggio a dialogare con tutti! Ma è l’unica strada. E generare un nuovo tipo di sicurezza.

Ultimo numero

Rigenerare l'abitare
MARZO 2020

Rigenerare l'abitare

Dal Mediterraneo, luogo di incontro
tra Chiese e paesi perché
il nostro mare sia un cortile di pace,
all'Economia, focus di un dossier,
realizzato in collaborazione
con la Fondazione finanza etica.
Mosaico di paceMosaico di paceMosaico di pace

articoli correlati

    Realizzato da Off.ed comunicazione con PhPeace 2.6.39