Da Perugia ad Assisi

20 settembre 2011 - Tonio Dell'Olio

Camminare. Un passo dopo l’altro. Per costruire la pace è necessario camminare. Come per vivere è indispensabile respirare. Con un punto di partenza e una meta. Pronti ad ascoltare la vita che ci sorprende con i cambiamenti di rotta senza distrarci dal senso, ovvero dal significato e dalla direzione. Quel maestro profondo che fu Aldo Capitini generò la Perugia Assisi come una figlia. Non un’esercitazione ma un percorso festoso e sofferto. Non solo uno sforzo ma il fascino del camminare insieme. Perché la pace non è sfida per eroi solitari e vive nei mille e mille volti di chi ama la vita. Si nutre dei respiri di chi non si è fermato. Danza nella fantasia di chi si sente corresponsabile del tutto. Camminare come un esodo. Innanzitutto da se stessi e dalle proprie certezze per incontrare l’altro, la sua vita, le sue ragioni, il suo grido. Da Perugia ad Assisi è troppo poco. Per questo il sentiero si inerpica ancora silenzioso fino al cuore dei giorni. Di tutti i giorni.

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