Quando anche i campioni ci mettono la faccia

14 novembre 2011 - Tonio Dell'Olio

Un malinteso senso olimpico ci porta a sterilizzare lo sport in una sorta di neutralità asettica che non debba in nessun modo contaminarsi con quel che avviene nel sociale, nel politico... Al contrario invece, un contributo dello sport e dei suoi campioni diventa significativo e, in alcuni casi, essenziale. Ieri a Rizziconi, la nazionale di calcio al gran completo ci ha messo la faccia. Ha accettato l’invito di don Luigi Ciotti ad allenarsi sul campetto di calcio di Rizziconi realizzato nel 2003 su un terreno che venne confiscato al boss della ‘ndrangheta Teodoro Crea detto ‘zio paperone’. Da quel momento il clan fece passare la voce in paese: “Quel campetto non s’ha da usare!”. Oggi la gente della Piana di Gioia Tauro si sente meno sola, le mafie vivono l’affronto, i ragazzi hanno ricevuto un buon esempio. E non mi sembra poco.

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