Compro oro

6 giugno 2012 - Tonio Dell'Olio

Sono un segno inquietante e triste della crisi e delle difficoltà di tante famiglie italiane. Sono spuntati all’improvviso in pochissimi anni i negozi “Compro oro”, versione postmoderna del Monte di Pietà. Accanto alle mense frequentate dai nuovi poveri, sono l’indice preoccupante di un’Italia che non ce la fa. E come sempre, in maniera sciacalla, c’è chi specula sulla miseria. Accanto a tanti esercenti onesti che hanno trovato una strada nuova di investimento, c’è il malaffare che utilizza questo sistema a portata di mano per il riciclaggio e la ricettazione. Il numero di questi esercizi è quadruplicato negli ultimi due anni: 5000/8000 in tutta Italia, per un giro annuo che va dalle 70 alle 80 tonnellate di ori e gioielli stimato tra gli 8 e i 10 miliardi di euro. C’è bisogno di regolare il sistema con una legislazione adeguata che preveda controlli rigorosi. Per questo chiediamo che si discuta quanto prima in Parlamento la legge depositata da Donella Mattesini come prima firmataria. Se così non fosse, lo Stato sarebbe ancora una volta complice silenzioso della criminalità. E la mafia ringrazia.

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