Il patto della vergogna

18 giugno 2012 - Tonio Dell'Olio

Il solo sospetto che alcuni rappresentanti delle istituzioni abbiano patteggiato con elementi di Cosa Nostra, e' vergognoso. Oggi che quel sospetto è avallato da qualche ammissione e da prove più certe, diventa un disagio profondo. Non capisco nemmeno certe disquisizioni dotte di taluni esperti come il docente di diritto penale Giovanni Fiandaca che sostiene che quei patti non costituiscono reato se hanno contribuito ad evitare altre stragi. Ai tempi del sequestro Moro questa linea fu bocciata e si preferì sacrificare un uomo. Quanto sta emergendo dalle indagini assomiglia molto ad una resa rassegnata dello Stato o a una pubblica dichiarazione di inefficienza. E tutto sommato è il sintomo preoccupante di un'idea molto diffusa anche tra coloro che contano: la mafia non si può sconfiggere. Per dirla con l'ex ministro Lunardi: "Con la mafia bisogna convivere". Esattamente il contrario di quello che cerchiamo ogni giorno di comunicare come Libera con parole, valori, gesti e scelte. E se invece ci fosse dell'altro, ovvero qualche vantaggio per i politici che trattavano... allora il sentimento non è più di vergogna e di disagio ma di indignazione che vira verso la rabbia.

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