‘Cieli bui’... per vedere la luna

10 ottobre 2012 - Renato Sacco

Operazione ‘Cieli bui’. Alla faccia della speranza! Certo che chi ha studiato questa ‘buia’ espressione per spiegare ‘lo spegnimento o l'affievolimento dell'illuminazione’ da parte del Governo, per contenere la spesa pubblica, non dimostra di avere nel cuore molto ottimismo, vita, speranza... Stiamo già vivendo momenti bui, e non c’è bisogno di fare l’elenco dettagliato... (disoccupazione, esodati, crisi, tasse, tagli, corruzione, illegalità...). Se poi, più tragicamente ricordiamo le 99 donne uccise, in ambito familiare dall’inizio del 2012, o i numerosi suicidi, a causa della crisi e non solo... E i venti di guerra che soffiano in diversi luoghi. Beh, il cielo è già abbastanza buio!
Certo, è giusto e doveroso risparmiare su tutto, anche sui consumi di elettricità. Evitare gli sprechi. Ma mettendo ‘in luce’ gli aspetti positivi, di condivisione, di solidarietà, di speranza. Chiamando tutti, ma proprio tutti, a rivedere il proprio stile di vita! Non so se anche il ministro della Difesa ha approvato l’operazione ‘Cieli bui’. Certo che con il suo progetto degli F35 che costano un po’ di più di qualche lampione acceso, di soldi ne spende, per rendere ancora più bui i cieli con strumenti di morte. Non è ancora arrivata una sua risposta a quanto avevo scritto su Famiglia Cristiana, lo scorso 29 luglio. Ma il Ministro, si sa, non si illumina all’idea di un confronto!
Nel piccolo paese dove abito, Cesara (Vb), 500 abitanti, c’è una bella iniziativa, legata alle luminarie di Natale: ‘Contro la fame cambia la vita e... spegni le luci. No allo spreco per le luminarie Natalizie, si alla solidarietà’. È nata in tempi non sospetti, non c’era la crisi di oggi, con lo scopo di far cogliere la bellezza, la gioia del non sprecare, dello spegnere... per accendere vita, solidarietà. Per dare speranza. Invece delle luminarie accendiamo dei piccoli lumini alle finestre di casa, e il ricavato va a situazioni di bisogno. In 23 anni sono stati raccolti e donati oltre 90 mila euro.
Chissà, magari per questo Natale 2012, qualcuno potrebbe copiare l’idea!
Anche in Vaticano, dove si dice che l’albero di Natale e il presepio in Piazza S. Pietro costino circa 250.000 euro, magari per quest’anno studiano una cosa un pochino più sobria. E riducendo un pò i consumi e gli sprechi si torna allo stupore di guardare il cielo di notte, non per vedere il buio, ma per contemplare le stelle e la luna! Si, quella luna che Giovanni XXIII ha invitato a guardare come un segno di luce, quella sera di 50 anni fa, giovedì 11 ottobre 1962, giorno dell’apertura del Concilio Ecumenico Vaticano II.
Forse, rivedendo un po’ il nostro stile di vita, possiamo di nuovo guardare alla luna, e non dimenticare il Concilio. Perché se siamo accecati da troppi bagliori, anche la luna non si vede, e si spegne lo stupore e la speranza.

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