Un'altra guerra con lo stesso copione

18 gennaio 2013 - Tonio Dell'Olio

Siamo di nuovo in guerra. Ovvero il mondo non ha mai smesso di esserlo. I conflitti armati sul pianeta sono ancora molti e non tutti conosciuti. Ma qui c'è un'altra guerra che ci riguarda. Un altro conflitto in cui siamo inspiegabilmente coinvolti. Rassegnati a non avere altra immaginazione che quella della guerra "per risolvere le controversie internazionali". Il ricorso all'uso della forza sembra l'unica via. E avviene così che un paese come il Mali che la stragrande maggioranza degli italiani non sono in grado di rintracciare su un mappamondo, sembra comparso all'improvviso nella palude della violenza. E ancora una volta sono troppo pochi a chiedersi se non si poteva fare qualcosa prima che la situazione apparisse cancrena. Se davvero i bombardamenti che inevitabilmente colpiscono anche la popolazione civile costituiscono l'unica strada percorribile. In pochi a chiedersi se in tutto questo centri qualcosa il bisogno di approvvigionamento energetico della Francia, se c'entra qualcosa la vicinanza col Niger e se ai Paesi occidentali e del nord del mondo, gli abitanti del Mali e la lotta al terrorismo sta più a cuore dell’oro, del petrolio e soprattutto dell’uranio di cui quella regione è ricca.

Ultimo numero

Rigenerare l'abitare
MARZO 2020

Rigenerare l'abitare

Dal Mediterraneo, luogo di incontro
tra Chiese e paesi perché
il nostro mare sia un cortile di pace,
all'Economia, focus di un dossier,
realizzato in collaborazione
con la Fondazione finanza etica.
Mosaico di paceMosaico di paceMosaico di pace

articoli correlati

    Realizzato da Off.ed comunicazione con PhPeace 2.6.39