Chi semina vento raccoglie Serval

24 gennaio 2013 - Mauro Armanino

Si chiama profeticamente SERVAL. L’operazione militare francese in Mali e dintorni porta il suo nome. Il gattopardo africano è il nome e il simbolo dell’intervento francese nel sahel maliano.Su questo intervento si concentrano molti vantaggi e anche, a medio termine, grandi interrogativi.

I vantaggi sono facili ad elencare:
. un ritrovato spazio geopolitico per la Francia, in cerca di facile gloria dopo i discussi interventi in
Costa d’Avorio e soprattutto Libia.
. la protezione e la mano sopra le potenzialità economiche delle risorse maliane del sottosuolo
. la graduale perdita di peso nell’ambito dello spazio della francofonia
. l’opportunità di metter sul campo maliano un regime compiacente
. il rilancio delle forze armate francesi dopo la disfatta morale e sul terreno in Afghanistan
. il ritrovato peso delle armi e dell’industria bellica transalpina in un momento di stallo economico politico
. il bisogno di dare un blasone all’appannato e claudicante inizio della presidenza Hollande, unpresidente ‘ordinario’ per un paese che non può esserlo.

La guerra è stata seminata da tempo. In particolare con il criminale intervento in Libia. Sarebbe da corte penale internazionale se questa non fosse al soldo degli stati occidentali che la finanziano. Ma soprattutto degne di noto sono le complicità per codardia, connivenza, ignavia o colpevole omissione. In tutti questi anni si andato creando, qui in Niger come altrove, un clima favorevole all’estremismo. Nello stesso Niger, come altrove, si è passati da una visione di Islam ‘maggioritaria’ a una visione di Islam ‘totalitaria’. Ed è questo tipo di totalitarsmo che ha costituito un terreno propizio per i vari tipi di applicazione dell’Islam.

Che essi siano in realtà dei TRADIMENTI dell’Islam nulla toglie alla loro importanza. Sono e costituiscono il vivaio di una visione dell’Islam che non lascia spazio all’alterità. Si tratta della forma speculare di quanto l’occidente ha fatto e continua a fare. Per esempio nell’incontro nel foro economico mondiale di Davos, iniziato oggi, si usano le stesse armi che si usano in Mali. Le Nazioni Unite sono da tempo l’appannaggio di coloro che l’hanno preso come ostaggio per governare il mondo a loro immagine e somiglianza. Le armi sono quelle dell’economia onnivora che tenta di riconfezionare il mondo a sua immagine e somiglianza.

Sono ormai numerosi i Paesi che appoggiano la guerra nel Mali che finirà male per tanti. I rifugiati e gli sfollati. Coloro che saranno presi nel mezzo della battaglia. Quanti diventeranno uno scudo umano a buon mercato per la propaganda. La balcanizzazione possibile dell’area. Le motivazioni economico-ideologiche dei militanti armati islamici. Gli interessi strategici e infine il sentimento di un’infinita frustrazione che accompagna il tutto. E in questo si inserisce bene il gattopardo. Quello di Tomasi di Lampedusa ricorda che quando tutto cambia è perché in realtà nulla cambi. Questa è la geopolitica in atto nel Sahel.

Il nome Serval deriva dal portoghese e si riferisce a un animale che richiama il gatto selvatico. Se ne possono contare qualcosa come 13 differenti specie. Alcune di queste sembrano essere in via di estinzione.Ciò che non sembra estinguersi è invece il profitto dei fabbricanti d’armi, dei commercianti di droga e dei politici che di esso prosperano. Chi semina vento raccoglie Serval.

Niamey, Gennaio 2013

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