Il costo della violenza e della corruzione

12 luglio 2013 - Tonio Dell'Olio

Secondo le statistiche ufficiali, ogni giorno in Guatemala 14 persone muoiono di morte violenta. Il Guatemala, con 14 milioni di abitanti, è il più popoloso dei Paesi centramericani e il clima di violenza è dovuto prevalentemente all'impunità pressoché totale che regna in quel Paese. A questo si aggiunge il dato culturale secondo il quale i conflitti di ogni genere sono risolti sbrigativamente senza far ricorso alle istituzioni. Con i dati diffusi ieri, Fundesa - Fondazione per lo sviluppo del Guatemala, ha anche calcolato il danno economico della violenza omicida: due miliardi e 387 milioni di dollari, circa 1 miliardo e 862 milioni di euro all’anno. Ovviamente non si tratta del danno complessivo che sarebbe incommensurabile perché il bene prezioso di una vita umana non si può calcolare, quanto dei "costi addizionali della perdita che subisce una famiglia quando una persona muore per omicidio" a partire dal mancato introito di uno stipendio o comunque dell'apporto lavorativo. Se pensiamo che più del 50% della popolazione del Guatemala vive in stato di povertà, si può comprendere come la violenza contribuisce in maniera determinante al mancato sviluppo del Paese. Per questo, contrastare criminalità e violenza non è soltanto questione di ordine pubblico ma diventa un contributo essenziale per lo sviluppo delle popolazioni. E tutta la comunità internazionale dovrebbe concorrere a sostenere gli sforzi delle nazioni povere per scrollarsi di dosso la violenza. Al contrario, tra le notizie di oggi leggo della condanna inflitta all'ENI dal tribunale di Milano perché dal 1994 al 2004 ha sganciato ben 180 milioni di dollari in bustarelle (bustarelle?) per ottenere appalti per la costruzione di impianti di liquefazione del gas a Bonny Island, nella regione del Delta del Niger. Facevano parte della cordata anche gli americani di Halliburton, i francesi di Technip e i giapponesi di Jgc. Piccolo particolare, tra i politici sul libro paga dei petrolieri, c'erano temibili dittatori (vedi Sani Abacha che ha intascato 45 mln di dollari) che per anni hanno insanguinato il Paese e ridotto alla fame la popolazione. Magari le stesse imprese hanno anche distribuito aiuti umanitari o costruito un orfanotrofio!

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