Gli orti di Spezia

19 dicembre 2013 - Tonio Dell'Olio

Custodire la terra è il mandato affidato da Dio all’umanità. Ma oggi si rivela una necessità sempre più avvertita e diffusa. Ce lo ricordano drammaticamente i dissesti idrogeologici, le forme di inquinamento che derivano dalla mancanza di rispetto nei confronti della natura, la connivenza scandalosa con cui negli anni ci siamo girati dall’altra parte mentre all’aria, all’acqua e alla terra venivano inferte ferite mortali dalla superficialità e dagli interessi di tanti. Per questo, ogni piccolo passo in direzione contraria dovrebbe ricevere giusta e opportuna risonanza. Il Comune di La Spezia ha varato in questi giorni il progetto “Campagna Urbana” che affida ad aziende agricole e privati che ne facciano richiesta alcuni terreni demaniali perché li coltivino. Riprendo il testo della delibera:  “A seguito del ridimensionamento da parte del Comune dell’attività edilizia in area extraurbana,  l’Amministrazione ha elaborato un progetto finalizzato a riattivare un rapporto virtuoso tra “città” e “campagna”, denominato “Progetto Campagna Urbana”, con la finalità di favorire il recupero del patrimonio territoriale, del paesaggio culturale e degli equilibri ambientali, riattivando pratiche di uso agricolo del territorio integrate da funzioni sociali, culturali, educative, di tutela del territorio, dell’ambiente e del paesaggio”. Insomma meno cemento e più orti.

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