La carta di Lampedusa

21 febbraio 2014 - Tonio Dell'Olio

È il risultato di una scrittura collettiva che nei mesi scorsi ha visto attivi tanti cittadini e cittadine e dal 31 gennaio al 1 febbraio più di 300 persone, per lo più rappresentanti di organizzazioni sociali, che si sono riuniti sull’isola. Alla sua stesura non sono mancati i contributi di studenti e genitori lampedusani, di migranti e della stessa sindaca. “La Carta di Lampedusa – si legge nel preambolo - afferma come indispensabile una radicale trasformazione dei rapporti sociali, economici, politici, culturali e giuridici che caratterizzano l’attuale sistema e che sono a fondamento dell’ingiustizia globale subita da milioni di persone a partire dalla costruzione di un’alternativa fondata sulla libertà e sulle possibilità di vita di tutte e tutti senza preclusione alcuna che si basi sulla nazionalità, cittadinanza e/o luogo di nascita”. Libertà di movimento, di scelta (del luogo in cui abitare), di restare (senza essere costretti a lasciare il paese in cui si nasce o si abita), libertà personale, diritto all’abitare, diritto alla resistenza. E ancora: chiusura dei Cie e di tutti i centri, abrogazione di Eurosur, di Frontex, del sistema dei Visti, del regolamento di Dublino, del meccanismo che lega il permesso di soggiorno a un rapporto di lavoro. Questa Carta è anche il tributo dovuto ai troppi caduti sulla soglia delle frontiere sbarrate del nostro benessere. (Testo integrale della Carta di Lampedusa: http://www.meltingpot.org/La-Carta-di-Lampedusa-18912.html#.UwcLlGJ5NOV

Ultimo numero

Rigenerare l'abitare
MARZO 2020

Rigenerare l'abitare

Dal Mediterraneo, luogo di incontro
tra Chiese e paesi perché
il nostro mare sia un cortile di pace,
all'Economia, focus di un dossier,
realizzato in collaborazione
con la Fondazione finanza etica.
Mosaico di paceMosaico di paceMosaico di pace

articoli correlati

    Realizzato da Off.ed comunicazione con PhPeace 2.6.39