La schiavitù che credevi scomparsa

23 maggio 2014 - Tonio Dell'Olio

Più di un secolo è trascorso dall'abolizione della schiavitù. Ma la schiavitù rimane una piaga aperta nel corpo dell'umanità. Sono poveri, con un basso livello di istruzione, spesso migranti, nella metà dei casi donne o ragazze, un quarto sono bambini. Sono gli schiavi del nuovo millennio, quasi 21 milioni secondo l’ultimo rapporto sul lavoro forzato dell’International Labour Organization. Un mondo nascosto, lontano dai riflettori della politica, che calpesta la dignità umana per generare una cifra pari a 109 miliardi di euro all’anno di profitti. In numeri assoluti la maggioranza delle vittime, 11,7 milioni di persone, si trova nella regione dell’Asia-Pacifico e genera 38 miliardi di euro. Nell’Unione europea e nelle altre economie sviluppate, invece, 1 milione e mezzo di lavoratori forzati producono oltre 34 miliardi di euro di profitti. Del totale stimato, due terzi provengono dallo sfruttamento sessuale. Il resto deriva da ambiti come il lavoro domestico, l’agricoltura, le costruzioni e le attività minerarie. La Convenzione internazionale sul lavoro forzato è datata 1930 e fu messa in campo per lottare contro le pratiche del colonialismo. Non è forse giunto il tempo di ripensare quelle norme e rendere realmente efficace la lotta alla schiavitù?

(Fonti: www. it.euronews.com; www.adital.com)

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