Questione di prospettiva

11 febbraio 2015 - Renato Sacco

Forse è proprio solo questione di prospettiva, di punti di vista. 29 morti in mare, di freddo. E resti senza parole.

Dovremmo metterci tutti in ossequioso silenzio – ha detto mons. Montenegro vescovo di Agrigento – e pensare che questi erano uomini come noi e sono morti in una maniera indegna per un essere umano. Qui ci sono esseri umani che continuano a bussare alle porte perché continuano a chiedere di vivere”.

Poi scopri che in Tv c’è L’Isola dei famosi. Vorresti dire tante cose. Ma, silenzio, meglio non dire niente.

L’altro giorno, durante una riunione seria, vedevo girare dei foglietti: c’erano righe parallele in un campo di calcio, questioni di prospettiva per stabilire un fuorigioco. Discussioni importanti... Poi una persona mi dice, passando velocemente dal calcio alla guerra, “però adesso è ora di bombardare”, in riferimento alla Siria e all’Iraq. Si passa dal calcio alla guerra, dalle tragedie del mare alle sceneggiate Tv. Con la stessa prospettiva.E il silenzio si fa più amaro.

Qualche giorno fa la Ministra Pinotti ha risposto a una mia domanda in radio sulla vendita di armi a Israele, che “lo Stato di Israele non fa niente fuori dalle regole, non è uno Stato canaglia, quindi possiamo vendergli tranquillamente le armi”.

Silenzio, è meglio. Sono proprio prospettive diverse.

E poi vedi che al Parlamento europeo l’unico rappresentante del mio territorio, Buonanno, interviene usando parolacce contro una collega... La scusa è di parlare dell’Ucraina, come un politico serio, in realtà è per mettersi in mostra a far parlare di sé, tirando fuori puoi anche una tromba da stadio. Parolacce e sceneggiate. Ma Buonanno non è nuovo a queste pagliacciate che farebbero ridere se… invece non fossero in una Sede autorevole come il Parlamento europeo. Qualche anno fa ho partecipato a un incontro con lui davanti a centinaia di studenti in una scuola: anche in quell’occasione le parolacce sono servite ad accattivarsi il pubblico. Peggio che al bar. Ma se uno studente usasse lo stesso linguaggio a scuola verso un professore? E dire che questo personaggio è l’unico rappresentante del mio territorio al Parlamento europeo. E qui il silenzio si fa doveroso.

Quando i nostri nipoti ci chiederanno conto dei morti in mare, per il freddo, delle guerre e della fame, ci vergogneremo rendendoci conto che tutto questo è avvenuto mentre noi forse ne facevamo una questione di prospettiva, di punti di vista. E il silenzio sarà di vergogna.

Oggi è la festa della Madonna di Lourdes. Mi leggo, in silenzio, il Magnificat (Lc 1, 46-55). E, dopo il silenzio, la voglia di gridare, di ripetere quelle parole. Sì perché Maria, per fortuna, ci invita a guardare la vita con un’altra prospettiva. 

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