La guerriglia colombiana a Papa Francesco

22 aprile 2016 - Tonio Dell'Olio

Non s’era mai visto. Una specie di miracolo. Il capo temibile delle FARC (Forze Armate Rivoluzionarie della Colombia), la più longeva formazione guerrigliera della storia, si rivolge al Papa perché si adoperi per la positiva conclusione degli accordi di pace che porrebbero fine a più di 50 anni di guerra in Colombia. Timoleon Jimenez, alias Timochenko, ha proprio scritto una lettera aperta a Francesco in cui tra l’altro dice: “Crediamo che mai come ora – la nostra patria richiede la semina dell’amore dove cresce l’odio, la forza del perdono dove prevale l’offesa, il calore dell’unione dove si annida la discordia, la fede dove regnano i dubbi, la verità dove c’è l’errore. E proprio in tale frangente è chiamata ad avere un ruolo da protagonista la Chiesa di Cristo”. “Sua Santità – prosegue il testo – ha mostrato in modo evidente questo apostolato, andando da un luogo all’altro del Pianeta con il suo messaggio di amore. Pensiamo che la Chiesa potrebbe dispiegare uno sforzo analogo in Colombia, dalla più umile parrocchia alla più alta gerarchia, e risvegliare nel cuore di quanti sono confusi la forza della pace e della riconciliazione”. Ed è proprio questa la Chiesa che amiamo, quella che si pone al servizio del sogno di Dio per la pace. Come ci insegna questo guerrigliero marxista.

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