TESTIMONI

In memoria di Loris Capovilla

Ricordo di un uomo, di un pioniere della Chiesa: da segretario di papa Giovanni a testimone della misericordia.
Luigi Bettazzi (Già vescovo di Ivrea e presidente internazionale di Pax Christi Italia)

Era inevitabile che prima o poi l’ormai ultracentenario Cardinale Loris Capovilla ci lasciasse. Ma ne siamo comunque tutti addolorati per la stima e la venerazione che ne avevamo. Scelto dal Patriarca di Venezia, il card. Roncalli, come suo Segretario, l’aveva accompagnato a Roma quando il card. Roncalli era stato eletto Papa, segno della stima del Papa verso il suo Segretario e dell’affetto di questi verso il suo Superiore. Gli era stato sempre vicino e attento, sin da quando, come ci confessò, aveva tentato di dissuaderlo dall’indire un Concilio (un Concilio? Alla sua età?), sia quando, la sera dell’inaugurazione del Concilio stesso, gli aveva suggerito di sbirciare la piazza di S. Pietro ormai piena e l’aveva così indotto a quel commovente discorso sulla luna e sulla carezza ai bambini.

Morto papa Giovanni era stato per alcuni anni Arcivescovo di Chieti, poi prelato di Loreto. Ma era stato soprattutto la memoria di papa Giovanni e del Concilio, di cui non era stato membro, ma che aveva conosciuto a fondo, almeno per il primo periodo, come Segretario del Papa. Quando lo si andava a trovare, a Sotto il Monte, cominciava a parlare finché – dopo due ore – non arrivavano le Suore a dire che lo aspettavano per la Benedizione (in realtà era perché non continuasse a parlare per altre due ore). Ed erano sempre ricordi e notizie su papa Giovanni e sul Concilio, come lo erano gli scritti che ogni tanto mandava agli amici e alle istituzioni. L’ha sperimentato anche il nostro don Nandino Capovilla, con la sua intervista sulla pace. 

Dobbiamo essere grati al venerato card. Capovilla per quanto è stato per papa Giovanni e per quanto è stato, dopo, per tutti. E mentre preghiamo per lui, vogliamo raccogliere il suo messaggio di venerazione per il “Papa buono” – che rivive ora più che mai in papa Francesco – e di fedeltà al Concilio, che anticipava l’accoglienza di un Dio misericordioso e ci sollecitava già allora ad essere misericordiosi verso i poveri del mondo, verso i fratelli di ogni fede, verso tutti.

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