Adelante!

3 ottobre 2016 - Tonio Dell'Olio

Cara Colombia, Colombia querida, Colombia ferita e stanca dopo 52 anni di estenuante conflitto armato, è questo il momento di stare più vicini e più uniti. Noi amici sparsi nel mondo e voi assetati di pace in cammino. Questo è il tempo in cui l’amarezza di un risultato inatteso che è giunto persino a dire no alla pace deve essere trasformata in concime per la pace stessa. Il risultato del referendum cui ha partecipato solo il 40% degli aventi diritto e nel quale solo 65 mila elettori in più hanno negato la vittoria al futuro, alla speranza e alla riconciliazione è poca cosa a confronto delle 200 mila persone uccise in questi lunghi anni, ai 180 mila sequestrati e ai 200 mila desaparecidos. A loro bisognava dare voce e diritto di voto. D’altra parte forse ci si è illusi che un Paese ferito, che per più di mezzo secolo ha parlato solo con il linguaggio della morte, potesse scegliere all’improvviso di percorrere un altro sentiero. È necessario e urgente alimentare la fiducia e il coraggio della pace. Ancora hanno prevalso le ragioni e i metodi delle oligarchie potenti che proprio dal conflitto hanno tratto vantaggi economici e di potere. I signori della guerra. Per questo il cammino si rivela ancora più lungo e più difficile del previsto. Querida Colombia, adelante. Le ragioni pure della pace sono più forti e con la voce delle vittime hanno la forza di con-vincere. È più di una speranza.

Ultimo numero

Rigenerare l'abitare
MARZO 2020

Rigenerare l'abitare

Dal Mediterraneo, luogo di incontro
tra Chiese e paesi perché
il nostro mare sia un cortile di pace,
all'Economia, focus di un dossier,
realizzato in collaborazione
con la Fondazione finanza etica.
Mosaico di paceMosaico di paceMosaico di pace

articoli correlati

    Realizzato da Off.ed comunicazione con PhPeace 2.6.39