Web 2.0

25 ottobre 2016 - Tonio Dell'Olio

Le parole di Federico Badaloni, esperto dell'architettura della rete, mi appaiono immediatamente illuminanti: “Il web 2.0 si distingue dal precedente perché quello connetteva tra loro un numero infinito di contenuti e questo mette in collegamento un numero infinito di persone”. In effetti, lo constatiamo e ce lo sentiamo ripetere da tutte le parti. Mai nella storia c’era stata una tale possibilità offerta al genere umano. Ma ci dev'essere qualcosa che non funziona. Perché proprio questa stessa epoca affollata di “amici”, followers e whatsappati si muore di solitudine, le relazioni non funzionano, i fili autentici della vita reale sono flebili e non sempre esprimono solidarietà. Badaloni dice che il web 2.0 ci costringe a rivedere il significato cristiano di prossimità. Ed ha ragione da vendere perché, ad esempio, questi nuovi mezzi mi fanno sentire vicine le persone lontane. Ma non è che poi mi fanno sentire lontane le persone vicine?

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