Quanti più soldi

25 novembre 2016 - Tonio Dell'Olio

La massimizzazione dei profitti è dottrina ormai universalmente tollerata, giustificata, anzi lodata. La perseguono le imprese transnazionali che spesso utilizzano i medesimi sistemi della criminalità nell'apparente rispetto delle leggi vigenti, con connivenze, complicità e una fitta rete di corruzione... esattamente come le mafie. Tutte. Si avverte un bisogno urgente di una rivoluzione copernicana che cominci a mettere in discussione quella sorta di intangibilità della dottrina del capitalismo mafioso che ha generato una mafia capitalista. Dovremmo fare tutto il possibile per non lasciare isolata la voce di Papa Francesco. Cominciamo a praticare una sobrietà felice e a proporla come modello, parliamo dei senza-denaro che ci insegnano a vivere, rinunciamo a comprare e utilizzare prodotti ottenuti sulla pelle di persone ridotte in schiavitù, pagate caramente dall’ambiente e frutto di diritti negati, denunciamo la finanziarizzazione dell'economia che non crea né beni, né servizi, né lavoro, indaghiamo su banche e istituti finanziari che si nutrono anche del tanto denaro proveniente dal traffico di droga e di altre attività illecite, solleviamo il velo di ipocrisia che copre la produzione e la vendita di armi che mietono le vittime che piangiamo, rinunciamo al sostegno economico offerto da chi troppe volte intende comprare anche il nostro silenzio. Questo è il ruolo e il contributo che la società civile è chiamata a dare però insieme a istituzioni che intendano realmente servire non il potere e il potere del denaro ma il bene comune. 

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