Shaima Al-Sabbagh

25 gennaio 2018 - Tonio Dell'Olio

Sono passati quattro anni da quel 24 gennaio 2015 in cui Shaima Al-Sabbagh, 32 anni, mamma di un bambino di 5 anni, attivista del partito egiziano "Alleanza popolare socialista" veniva selvaggiamente uccisa dalla polizia egiziana che, naturalmente, all'indomani dell'accaduto, negava ogni accusa. Shaima partecipava, al Cairo, alla manifestazione per commemorare il quarto anniversario della rivoluzione ed è stata colpita a distanza ravvicinata da proiettili di gomma, nei pressi di piazza Tahrir. Le immagini strazianti del marito, che cerca prima di sorreggerla, poi di rianimarla e poi di accompagnarla in ospedale, hanno fatto il giro del mondo e sono più eloquenti di ogni commento. La manifestazione cui Shaira e il marito partecipavano era stata chiamata “Marcia dei fiori” perché tutti i partecipanti portavano tra le mani dei fiori e lei stava deponendo semplicemente un mazzo di fiori per ricordare i morti di quella manifestazione, quando a sua volta è stata colpita. Era importante ricordarla oggi, insieme a Giulio Regeni, perché tutti possiamo almeno intuire il clima che respira in Egitto chi vuole affermare il diritto alla parola o semplicemente capire quel che succede.

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