Studenti contro le armi

15 marzo 2018 - Tonio Dell'Olio

Ancora una volta la lezione la danno gli studenti. Anche negli USA. Ieri migliaia di studenti si sono passati la voce e - anche a costo di ricevere richiami e punizioni – sono usciti dalle aule per 17 minuti, corrispondenti alle 17 vittime dell'ultima sparatoria nella scuola di Parkland in Florida. Chiedono semplicemente di rivedere le leggi del Paese che favoriscono l'acquisto (e quindi l'uso) di armi da fuoco in modo pressoché incontrollato. Non a caso gli studenti di Washington sono andati a manifestare davanti alla Casa Bianca dando le spalle all'edificio per 17 minuti. Poi si sono recati al Congresso, “quello che fa le leggi!” perché “Vogliamo – ha detto una studentessa intervistata - che il Congresso si renda conto che alcuni di noi sono abbastanza grandi per votare alle elezioni di novembre e il resto di noi lo farà nel 2020 o 2022. Se i parlamentari non si occuperanno della nostra sicurezza perderanno il posto”. Per tutta risposta, invece, ieri “la Camera Usa ha stanziato più fondi per installare metal detector all'ingresso delle scuole” e addestrare meglio le guardie scolastiche in caso di attacco. Intanto, mentre si svolgevano le manifestazioni in una scuola della California, si è verificato un nuovo increscioso incidente: durante una lezione sulla sicurezza, all'insegnante armato di una pistola, sono partiti accidentalmente dei colpi che hanno ferito leggermente uno studente di 17 anni. Un altro episodio che ci convince a stare decisamente dalla parte degli studenti.

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