L'altro Nobel

26 settembre 2019 - Tonio Dell'Olio

Non è insolito che il cosiddetto Nobel alternativo, assegnato ogni anno come Right Livelhood Award (Esistenza giusta), mi convinca più di quello ufficiale. È notizia di oggi (vedi Lucia Capuzzi in Avvenire a pag. 6) che il premio è stato assegnato a Greta Thunberg, Davi Kopenawa, Guo Jianmei e Aminatou Haidar. “Le loro storie non potrebbero essere più diverse. La più giovane è un’adolescente svedese che si batte per convincere i grandi del mondo a prendere provvedimenti urgenti contro il cambiamento climatico. Un altro vive nella remota comunità di Watoriki, nell’Amazzonia brasiliana, terra riconsegnata al suo popolo, gli Yanomami, dopo una lotta pluridecennale. C’è, poi, un’intrepida avvocatessa cinese specializzata in diritti umani e un’attivista della causa saharawi”. Filo conduttore comune della scelta di quest'anno è il comune impegno dei quattro per una terra più giusta e più pulita. “Il riconoscimento sarà consegnato loro a Stoccolma il 4 dicembre. Greta Thunberg e Davi Kopenawa, in particolare, rappresentano due icone della lotta pacifica per la difesa della casa comune, sempre più minacciata”.

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