A Eugenio Melandri

29 ottobre 2019 - Tonio Dell'Olio

Ed è finito il tempo delle parole. Sola sopravvive la memoria. Un tempo in cui non hai mai smesso di “lavorare la terra”. Con La Sapienza dei poveri e la forza degli sconfitti. Con lo sguardo lungo dei profeti e quello profondo dei sapienti. Compagno. Fratello. Amico. Con i poveri nell’anima e tu nell’anima dei poveri. Sguardo bambino sulla pelle del mondo e coscienza indignata per i suoi mali. Eugenio delle proposte ardite. A volte incomprese. Quello dell’amicizia dolce e spontanea. Quello dell’abbraccio avvolgente capace di liberarti l’anima. Tu, Premio Nobel della vita che non hai mai smesso di ringraziare anche quando sembrava lei, ingrata, a chiederti di pagare un conto troppo alto. Trasparenza di sguardo e di coscienza, ora contempli Colui per il quale hai scelto l’abbandono. Tu che hai irriso i confini guadandoli tutti con passo di danza, ora ne attraversi l’ultimo. E il cielo si inchina al tuo passaggio e tu sorridi. Sorridi e piangi sussultando ancora come un bambino nel grembo di questa storia sempre incerta. 

Ultimo numero

Rigenerare l'abitare
MARZO 2020

Rigenerare l'abitare

Dal Mediterraneo, luogo di incontro
tra Chiese e paesi perché
il nostro mare sia un cortile di pace,
all'Economia, focus di un dossier,
realizzato in collaborazione
con la Fondazione finanza etica.
Mosaico di paceMosaico di paceMosaico di pace

articoli correlati

    Realizzato da Off.ed comunicazione con PhPeace 2.6.39