La polizia di Genova

12 novembre 2020 - Tonio Dell'Olio

Chi ha esperienza di manifestazioni di protesta prevedeva già lo scontro frontale tra manifestanti e polizia con tanto di cariche, lancio di oggetti e gente di entrambi gli schieramenti che finisce all'ospedale. A Genova il corteo dei metalmeccanici dell'Arcelor Mittal era formato da più di mille persone. Sono in sciopero contro la gestione dello stabilimento di Cornigliano. Quattro operai sono stati licenziati. Uno di questi è accusato di aver criticato il direttore di fabbrica su una chat privata di whatsapp. Il corteo, con fumogeni e petardi, slogan contro azienda e governo, raggiunge il palazzo della Prefettura dove è disposto un reparto di polizia in schieramento antisommossa. La tensione sale con minacce e spintoni perché manifestanti e forze dell'ordine sono a contatto. Basta una sola scintilla per fare esplodere la bomba della violenza. È a questo punto che un giovane poliziotto sceglie di abbassare scudo e manganello e di sfilarsi il casco. Il video mostra come dapprima i suoi colleghi lo guardino perplessi e dopo un secondo anche loro facciano la stessa cosa. Tutti si disarmano. I manifestanti applaudono e ringraziano per la solidarietà. D'ora in poi quando mi chiederanno cos'è la nonviolenza, risponderò raccontando cosa successe a Genova il giorno di San Martino, il cavaliere che usò la spada non per uccidere ma per dividere il suo mantello con chi aveva freddo.

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