Facciamo come Hallel

25 novembre 2020 - Tonio Dell'Olio

Nella giornata di riflessione sulla violenza sulle donne mi piace accendere una luce sulla "nonviolenza delle donne". Ci sono gesti di coraggio e prese di posizione determinate, che solo le donne riescono a compiere. Nei giorni scorsi è stata scarcerata dopo 56 giorni di detenzione in un programma di rieducazione Hallel Rabin, una ragazza di 19 anni che per motivi di coscienza si è rifiutata al servizio militare in Israele. Col suo gesto chiede che il suo Paese metta fine alle violenze quotidiane perpetrate ai danni delle popolazioni palestinesi e riconosca il diritto al servizio alternativo a quello militare per le obiettrici e gli obiettori di coscienza. Nella lettera di motivazioni inviata a suo tempo alle autorità israeliane scrive tra l'altro: "L'uccisione, la violenza e la distruzione sono diventate così comuni che il cuore si indurisce e lo ignora. (…) Il male è diventato per noi parte della famiglia, lo difendiamo e lo giustifichiamo o chiudiamo gli occhi di fronte ad esso ed evitiamo la responsabilità. (…) Non sono preparata a mantenere e alimentare una realtà violenta. Non sono preparata a far parte di un esercito soggetto alla politica di un governo che va contro i miei valori (…)". Digitate il nome di questa ragazza in YouTube e troverete qualche video che vale una meditazione sul significato di sicurezza, difesa, rispetto e, soprattutto, nonviolenza. Hallel è cresciuta nel Kibbutz di Harduf e i suoi genitori sono fieri di lei. Anche noi.  

Ultimo numero

Rigenerare l'abitare
MARZO 2020

Rigenerare l'abitare

Dal Mediterraneo, luogo di incontro
tra Chiese e paesi perché
il nostro mare sia un cortile di pace,
all'Economia, focus di un dossier,
realizzato in collaborazione
con la Fondazione finanza etica.
Mosaico di paceMosaico di paceMosaico di pace

articoli correlati

    Realizzato da Off.ed comunicazione con PhPeace 2.6.39