Banca Sella - Biella

26 aprile 2004 - Giancarlo Rosso e Clea Fornari

Carissimi di &_#8220;Mosaico&_#8221;, siamo Giancarlo e Clea, abbonati della rivista. Viviamo a Gignod, in Valle d&_#8217;Aosta.
Abbiamo aderito al vostro appello, presente nel Dossier del numero di ottobre 2003 (Banche armate), interpellando la nostra banca, ovvero Banca Sella SpA. Vi alleghiamo la nostra lettera (abbiamo ripreso il fac-simile del dossier) e la risposta pervenutaci la scorsa settimana dalla Banca Sella. La risposta è chiara. Ciò che non abbiamo chiaro è se una banca possa finanziare qualsiasi acquisto di armi, verso qualsiasi Paese, purché tali armi vengano usate per la &_#8220;tutela e la difesa nazionale&_#8221;, in base alla citata legge n. 185/90.
Vi saremmo grati se ci potete dare una risposta ed un parere sulla risposta inviataci da Banca Sella.
Buon lavoro e cordiali saluti.

Giancarlo Rosso e Clea Fornari
Gignod, 26 aprile 2004

Alla Direzione Generale Banca Sella

Gentile Direttore,
nella Relazione che ogni anno il Governo presento al Parlamento Italiano sulle esportazioni di armi, e in particolare nella parte curata dal Ministero del Tesoro e divulgata da riviste come Pigrizia, Missione Oggi e Mosaico di Pace, abbiamo rinvenuto il nome di molte Banche e Istituti di Credito.
Siamo preoccupati del coinvolgimento delle banche in azioni di investimento nel vergognoso commercio di armi, spesso proprio verso i Paesi più poveri e meno democratici del mondo. Crediamo sia importante la trasparenza nelle operazioni e negli investimenti nel settore del commercio di armi.
Non possiamo ignorare l&_#8217;accorato appello del Papa ad Assisi, nel 2002: &_#8220;Mai più violenza! Mai più guerra! Mai più terrorismo!u. E quanto affermato dal Consiglio Permanente dei Vescovi italiani, sempre nel 2002: &_#8220;Occorre prestare attenzione a che la ratifico da parte del Parlamento italiano dell&_#8217;accordo quadro per la ristrutturazione dell&_#8217;industria europea di difesa non comporti l&_#8217;attenuarsi dei controlli sul commercio delle armi&_#8221;. Anche noi riteniamo immorale il commercio di armi, inconciliabile con la nostra coscienza e incompatibile con la creazione di situazioni durevoli di giustizia e di pace nel mondo.
Le chiediamo, quindi, di volerci confermare o smentire, per iscritto, il coinvolgimento del Suo Istituto, attraverso finanziamenti o il semplice appoggio, in operazioni che prevedono l&_#8217;export di armi e di conoscere le scelte strategiche sul mercato del credito e della finanza da parte della Banca da Lei rappresentata.
Restiamo in attesa di uno Sua risposta, che renderemo pubblica ad ogni livello di nostra competenza, ovvero di associazione di appartenenza (M.I.R.-Movimento Internazionale per la Riconciliazione) e di giornale diocesano di riferimento (Il Corriere della Valle d&_#8217;Aosta).
In caso di risposta vaga, in assenza di risposta o di effettivo coinvolgimento nell&_#8217;export di armi, valuteremo anche la possibilità di interrompere i rapporti con la sua Banca.
Cordiali saluti.

Giancarlo Rosso
Fornari Clea
Gignod, 10 novembre 2003

GRUPPO BANCA SELLA
09.04.04
Prot. 316/04
Rif UR/AV

Gent. Signori
Giancarlo Rosso e Clea Fornari
Fraz. Maisonettes, 2
11010 GIGNOD (AO)

Gentili Signori Rosso e Fornari,
in merito alla Vostra lettera ricevuta in data 24 novembre scorso, inviamo la presente facendo seguito ai contatti telefonici intercorsi con la Sig.ra Volpe, che Vi aveva anticipato la recente costituzione del Comitato Etico all&_#8217;interno della nostra Banca.

Banca Sella, richiamando espressamente i principi contenuti nell&_#8217;art. 11 della Costituzione Italiana, nell&_#8217;art. i della L. 9 luglio 1990 n. 185 Nuove norme sul controllo dell&_#8217;esportazione, importazione e transito dei materiali di armamento, nonché nella Convenzione di Ginevra del 12 agosto 1949 per la protezione delle persone civili in tempo di guerra, ritiene che la difesa e la tutela della sicurezza nazionale siano compiti irrinunciabili di uno Stato democratico che ha, tra le sue priorità, la salvaguardia della libertà e dell&_#8217;incolumità dei suoi cittadini.

Possiamo confermarVi che Banca Sella considera, pertanto, legittime unicamente le operazioni finanziarie relative alla fabbricazione, all&_#8217;esportazione ed all&_#8217;importazione di armi belliche riconducibili alle finalità sopra enunciate.

Il nostro Istituto, conseguentemente, si è impegnato a concludere unicamente operazioni finanziarie riconducibili alle finalità sopra enunciate che saranno oggetto di attenta analisi da parte degli organi preposti.

Nel restare a disposizione per qualsiasi ulteriore chiarimento, Vi inviamo, con l&_#8217;occasione, i nostri più cordiali saluti.

BANCA SELLA S.p.A.
Attilio Viola
Direttore generale

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