Accanto a Giuliana, per la fine della guerra

24 febbraio 2005 - Mons. Luigi Bettazzi

La grande manifestazione di solidarietà alla giornalista Giuliana Sgrena ha avuto la piena adesione di Pax Christi, anche con la partecipazione di molti suoi membri.
Qualcuno si è chiesto come mai un Movimento “cattolico” esprima solidarietà a chi milita in settori lontani; la risposta è che chi si dedica agli altri, soprattutto ai più sofferenti e i più emarginati si trova in piena sintonia col Cristianesimo.
Gesù stesso ha posto come criterio per far parte del “regno” il dar da mangiare agli affamati, vestire gli ignudi, visitare gli infermi e i carcerati.
La manifestazione era anche “per la pace”.
Giuliana era per la pace, ma criticava – come Pax Christi, del resto – la guerra in Iraq; e oggi dopo l'imprevista grande partecipazione alle elezioni, la pace e la democrazia sembrano essere avanzate proprio come conseguenza della guerra.
Noi rivendichiamo che “il fine non giustifica i mezzi”; e non solo come principio morale, ma anche come norma di realismo.
Ovviamente auspichiamo che la pace proceda, ma si richiede che sempre più appaia il disinteresse degli occidentali nella loro occupazione e che il voto non consacri la rivalsa della parte prima oppressa contro i precedenti oppressori.

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