L'altra Colombia

È allestita presso il circolo ricreativo culturale “5 martiri” (S. Martino alla Palma, Scandicci, Firenze), la mostra fotografica sulla Colombia di Saverio Caparrini (sino alla metà di aprile).
Dove nasce questa mostra?
Nel 1999, l'ex governo colombiano del presidente Pastrana e la più antica e forte guerriglia dell'America Latina, le forze armate rivoluzionarie della Colombia-esercito del popolo, danno inizio a un processo di pace orientato a trovare una soluzione politica al conflitto sociale e armato colombiano, che si protrae da oltre mezzo secolo. Dopo mesi di provocazioni, sabotaggi e manovre occulte dei settori guerrafondai e della Cia, le parti definiscono un'agenda comune di discussione, che racchiude i vari problemi socio-economici e politici del Paese generanti il conflitto, quali ad esempio la questione agraria, il problema della dottrina militare dell'esercito ufficiale e dei diritti umani, il modello economico e il debito estero, la questione energetica e l'assenza di democrazia.
Il processo di pace si sviluppa in un'area smilitarizzata, nel sud della Colombia, di 42.139 km², da cui l'esercito e le autorità statali, per esigenza delle FARC-EP, avevano dovuto sgomberare.
Nell'estate del 2000, alcuni esponenti dell'associazione Nuova Colombia e l'autore di questa mostra, il fotografo Saverio Caparrini, a cui va il nostro ringraziamento per questo straordinario lavoro di documentazione, si recano nell'area smilitarizzata come osservatori del processo in corso.
In questa regione, chiamata “El Caguán”, comprendente 5 municipi e grande come la Svizzera, decine di migliaia di persone da tutta la Colombia e da tutto il mondo hanno la possibilità di vedere come la collaborazione tra il movimento guerrigliero e le comunità locali riesca a creare – nel giro di 3 anni – forme di sviluppo e convivenza che lo Stato non era riuscito a propiziare in quasi 100 anni di malgoverno e repressione.
Giornalisti dei 5 continenti, diplomatici di oltre 20 Paesi, le Nazioni Unite, dirigenti politici, osservatori internazionali e militanti della solidarietà hanno potuto toccare con mano le centinaia di chilometri di strade costruite dalla guerriglia, il moltiplicarsi di cooperative contadine, l'inedita partecipazione democratica di oltre 120.000 colombiani nelle assemblee pubbliche tematiche del processo di pace, l'assenza di delinquenza e paramilitarismo e la capacità inconfutabile delle FARC-EP di governare.
Nonostante il processo di pace sia stato rotto unilateralmente e pretestuosamente dall'ex presidente Pastrana, agli inizi del 2002, “casualmente” proprio nel momento in cui le parti avrebbero dovuto concordare misure di cambiamento socio-economico e politico strutturale, il processo del Caguán è stato e rimane un fondamentale punto di riferimento per chi, come noi, si batte per una soluzione politica del conflitto sociale e armato colombiano; così come è stato e rimane un'esperienza straordinaria (e nella storia della Colombia inedita) di partecipazione, democrazia e potere popolari, di costruzione di percorsi alternativi e di pace con giustizia sociale.

/Associazione nazionale Nuova Colombia

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