GIUGNO 2005

Equilibri di coppia

A cura di Rosa Siciliano

Quali trasformazioni attraversa oggi la famiglia? Quale legame, quale contratto alla base delle unioni tra persone? Un viaggio nelle inquietudini del nostro tempo. Un viaggio attraverso le mutazioni degli individui e dei nuclei familiari. Una lettura di quello accade fuori – separazioni, divorzi, convivenze… – e dentro – desideri e bisogni, autonomia, autorealizzazione, responsabilità. Abbiamo voluto proporre una riflessione sul mondo complesso delle famiglie e in particolare delle famiglie in crisi. Perché anche la separazione e il divorzio possono trasformarsi in una guerra infinita nella quale i giochi di potere hanno un ruolo centrale e distruttivo. Una guerra alimentata troppo spesso anche da avvocati, tribunali e consulenti.
Il sistema giudiziario attuale, infatti, anche in materia di separazione e divorzio, risponde a una logica “bellica” in cui le parti sono sempre contrapposte. Vincente/perdente, buoni/cattivi… i comportamenti coniugali e genitoriali sono giudicati, sezionati, sottoposti a giudizi di maggiore o minore adeguatezza. Logiche che non mitigano né risolvono il conflitto ma, al contrario, troppo spesso lo amplificano.
La separazione può essere vissuta con questa logica di tipo oppositivo-bellico oppure può trasformarsi in un’occasione per riscoprire un’alleanza. Per ritrovare una condivisione anche nel dramma di una rottura. Per essere ancora capaci di accogliere e per non lasciarsi usurare dalla rabbia e dalle liti. A patto che si decida a mettersi in cammino, ad affrontare un percorso, il più delle volte arduo e faticoso. Cominciando con il riconoscere la sofferenza, con l’ascoltare i propri e altrui bisogni e con l’assumersi le proprie responsabilità. Soprattutto nell’interesse fondamentale dei figli.
Nel momento della disgregazione familiare, quando i propri occhi e il proprio cuore sono confusi dal turbine di nuovi sentimenti e avvenimenti, occorre una più forte responsabilità genitoriale. Occorre raffinare la capacità di ascolto dei bambini (e degli adolescenti), operazione già difficile e delicata in sé.
Pensare e costruire un modo nuovo di risolvere i conflitti, nonviolentemente, è possibile, anche se si parla di divorzio e di separazione. Soprattutto se interviene un mediatore familiare: figura capace di accogliere con empatia le emozioni delle persone, senza giudicare o parteggiare per l’una o l’altra. Figura capace di favorire la comprensione e la comunicazione reciproca.
In queste pagine, ci siamo avventurati nella scoperta (e nella proposta) della mediazione familiare, per capirne il significato e per conoscerne l’applicazione, sino a sfiorare i suoi stessi limiti.

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