No all’acquisto dei 131 cacciabombardieri Joint Strike Fighter (JSF)

La Mozione Voto (primo firmatario Michele Nardelli) contro l’acquisto di 131 cacciabombardieri JSF - F35 da parte dell’Italia è stata approvata a larga maggioranza dal Consiglio Regionale del Trentino Alto Adige - Sud Tirolo
6 luglio 2009

Si abbandonino politiche di investimento negli armamenti
per convertirli in atti economici concreti a favore della ricostruzione dell’Abruzzo e dei lavoratori colpiti dalla crisi economica

È stata discussa nelle Commissioni Difesa di Camera e Senato la richiesta di parere, da parte del Governo, sul programma pluriennale relativo all’acquisizione del sistema d’arma Joint Strike Fighter (JSF) e l’associata linea di assemblaggio finale a Cameri in provincia di Novara.
Dopo le fasi di sviluppo e pre-industrializzazione il Governo chiede al Parlamento un semplice parere per passare alla fase di acquisizione di 131 cacciabombardieri JSF completi di relativi equipaggiamenti, supporto logistico iniziale e approntamento delle basi operative nazionali (4 aereoporti e 1 portaerei). Tutto per circa 12,9 miliardi di euro nel periodo 2009-2026. A ciò va aggiunta la realizzazione sul suolo nazionale (Cameri) di un centro europeo di manutenzione, revisione, riparazione e modifica dei velivoli al costo di 605,5 milioni di euro, da consegnare entro il 2012. A queste spese va aggiunto il miliardo di euro già investito per la fase di sviluppo, arriviamo così a quasi 15 miliardi di euro.
Il Joint Strike Fighter (JSF) è un aereo da combattimento monomotore, monoposto, in grado di operare alla velocità del suono, ma con velocità di crociera subsonica. E’ ottimizzato per il ruolo aria terra (quindi per l’attacco) ed ha due stive interne per le bombe che possono essere anche di tipo nucleare. E’ un velivolo di tipo stealth, cioè a bassa rilevabilità da parte dei sistemi radar e di altri sensori.
L’aereo dovrebbe assolvere un ampio ventaglio di funzioni operative dell’Aeronautica Militare e della Marina Militare, e andrà a sostituire gli AV-B della componente imbarcata della Marina e gli AM-X ed i Tornado della componente aeronautica. A questo progetto partecipano diversi paesi dove, la ditta capocommessa è l’americana Lokheed Martin Aero e l’ impresa italiana maggiormente coinvolta è l’Alenia Aeronautica.
Oltre alle perplessità relative all’utilizzo di un aeromobile con caratteristiche di attacco, che mal si concilia con le missioni di pace a cui partecipa il nostro paese e a cui sono chiamate le nostre forze armate, si sovrappongono le perplessità relative all’enorme costo economico in una fase economica di crisi come l’attuale.
Il rilancio dell’economia non può passare attraverso investimenti come questo che non si caratterizzano certo né per sostenibilità, né tanto meno per eticità. L’idea - sostenuta dalle potenti lobby militar-industriali - che l’industria degli armamenti possa rappresentare un vettore di ripresa e di sviluppo economico e sociale fa parte dell’archeologia politica, se pensiamo a come questa strada è miseramente fallita negli Stati Uniti d’America con le conseguenze che conosciamo e oggi sotto gli occhi di tutti.
Considerando che il 7 e 8 aprile 2009 le Commissioni Difesa della Camera dei Deputati e del Senato della Repubblica hanno approvato il piano di finanziamento pluriennale, fino al 2026, di 14,6 miliardi di euro per l’acquisizione di 131 aerei cacciabombardieri Joint Strike Fighter (JSF);
Considerando che nella notte del 6 aprile 2009 un catastrofico terremoto ha sconvolto le terre d’Abruzzo e che l’emergenza ricostruzione si prevede impegni le finanze statali con fondi da reperire in un lasso di tempo più che trentennale, così come indicato nei piani d’intervento governativi;
Considerando che servono molteplici e pluriennali risorse economiche da destinare a politiche attive di sostegno ai lavoratori che si trovano in condizioni a rischio di disoccupazione:

Il Consiglio regionale del Trentino - Alto Adige/ Sud Tirol
sollecita
il Governo italiano

affinché la somma di 14, 6 miliardi di euro destinata all’acquisizione di 131 cacciabombardieri JSF sia riconsiderata e quindi sia destinata:
A) per 4, 6 miliardi di euro a politiche attive di sostegno ai lavoratori che in questo periodo di crisi sono a rischio disoccupazione;
B) che i restanti 10 miliardi di euro siano destinati ad interventi per la ricostruzione di strutture abitative nelle zone d’ Abruzzo colpite dal sisma del 6 aprile 2009.

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