Lettera Aperta a Sua Santità Benedetto XVI, in occasione della sua visita nell’isola di Malta

20 aprile 2010 - lettera firmata

Santo Padre,
Innanzi tutto cogliamo l’occasiome di ringraziare Sua Santità per aver accettato di visitare la nostra isola. La nostra isola ha un carattere prevalentemente cristiano, con più dell’90% degli abitanti dell’isola che si dichiarano cattolici, e con circa la metà dei maltesi che va a messa la domenica. Molti tracciano la cristianità dell’isola al passaggio negli Atti degli Apostoli in cui si narra il naufragio di San Paolo sull’isola di Malta. “Una volta in salvo, venimmo a sapere che l’isola si chiamava Malta. Gli indigeni ci trattarono con rara umanità; ci accolsero tutti attorno a un gran fuoco, che avevano acceso perché era sopraggiunta la pioggia ed era freddo” (Atti degli Apostoli 28, 1-2).

Nonostante ciò, sussistono sull’isola fenomeni che mal si addicono a un popolo così fieramente cristiano. Ci riferiamo, in modo particolare, al modo in cui molti maltesi trattano gli immigranti, in prevalenza africani, che capitano sull’isola nei loro viaggi verso l’Europa. Nonostante le parole citate, molti non vedono nelle parole degli Atti un nesso inscindibile tra fede cristiana e una vocazione all’accoglienza verso l’ “altro”. Alcuni cattolici evidenziano un razzismo esplicito e viscerale. In altri, sentimenti simili sono più impliciti nelle parole e nei gesti. Altri ancora, pensano che il comandamento cristiano ‘ero straniero e mi avete accolto’ sia un comandamento facoltativo e non categorico; citando l’ ‘illegalità’ degli immigranti o la diversita nelle culture come scusante che esenti i locali da doveri che in teoria dovrebbero avere. La politica di detenzione automatica poi - misura che può durare fino a diciotto mesi - continua a stigmatizzare gli immigranti e ad aumentare le loro sofferenze psicologiche. Ricordiamo, a tal riguardo, le parole chiare del Cardinale Martino, che ha condannato tale politica durante la sua visita nel 2007.

Considerando tutto ciò, e in virtù delle parole forti e chiare di Sua Santità, La invitiamo, quando sarà nella nostra isola, a ricordare ai fedeli Maltesi che non si può essere cattolici e razzisti allo stesso tempo; che il comandamento “Ama il tuo prossimo come te stesso” non ammette qualifiche di cultura o legalità; che l’immigrato non è prima di tutto un ‘illegale’, un ‘peso’ o una ‘minaccia’ ma una persona creata a immagine e somiglianza di Dio; che è un uomo, una donna o un bambino in cui dovremmo vedere Gesù; e che la politica di detenzione automatica e così lunga non è degna di un paese che si dichiara cristiano.

Augurando che il soggiorno di Sua Santità sulla nostra isola lasci un’impronta duratura, chiediamo umilmente la Sua benedizione apostolica

Ivan Attard
Michelle Attard Tonna
Godwin Azzopardi,
Joseph Bartolo
Carmel Borg
Tania Borg
Colin Calleja
Lino Camilleri
Bernard Cauchi
Ruth Cauchi
Mary Darmanin
Michael Grech
Peter Mayo
Charles Miceli
Joao Xerri
Alfred E. Zammit

Ultimo numero

Rigenerare l'abitare
MARZO 2020

Rigenerare l'abitare

Dal Mediterraneo, luogo di incontro
tra Chiese e paesi perché
il nostro mare sia un cortile di pace,
all'Economia, focus di un dossier,
realizzato in collaborazione
con la Fondazione finanza etica.
Mosaico di paceMosaico di paceMosaico di pace

articoli correlati

    Realizzato da Off.ed comunicazione con PhPeace 2.6.44