25 Aprile
Noi, oggi, inconsapevoli favoriti dalla sorte, non sappiamo cosa avremmo: pensato, scelto, fatto, nella storia dei padri. Forse un pensiero, un’enciclica laica colmerebbe il fossato? Diversamente il tempo ci seppellirà con le nostre vuote parole. Non costruiremo giardini, non avremo occhi felici, né libere menti, né forza e coraggio. Occorre perdonare ed essere perdonati. La celebrazione senza riconciliazione è un lutto ripetuto, possiede i pensieri, evoca rancori, confonde la meta, la riconciliazione nutre la verità. Basta!. Ai cattivi epigoni, parli solo chi ha vissuto. A cui lasciamo la responsabilità delle scelte d’allora, a cui offriamo un pensiero di pace. Noi vogliamo celebrare la vita che attende, trasformare il presente in futuro. La “Resistenza” conviene ai nostri padri, non abusiamo della sua età, non scordiamo il sangue versato. Onoriamo mutandola in impegno: contro l’inganno, la fame, la guerra, le miserie dell’uomo, le sue feroci discriminazioni. Verità e Riconciliazione hanno lo stesso respiro, sono la stessa cura per sanare le ferite del passato, prima che si ammalino tutti i ricordi, per dare vita al possibile futuro. A Voi politici, tutti!. Custodi di una memoria ingessata ri-affidiamo il compito dimenticato: “la riconciliazione dei cuori” che talvolta le bandiere adombrano. Date voce alle vittime e ai carnefici per una reciproca remissione. Il cielo mondo ha già ascoltato altre storie a sud, ad est del globo la nascita di una nuova umanità.





