Lettera aperta alla Comunidad de Paz de San Josè de Apartado in Colombia

12 gennaio 2011 - Cipax

Lettera aperta approvata al termine di una presentazione sulla situazione colombiana e l’esperienza di “neutralità attiva” della Comunità di pace di San Josè de Apartadò dove si costruisce una convivenza nonviolenta rifiutando la presenza dei militari, dei paramilitari e dei guerriglieri della Farc (il leader della comunità Luis Eduardo Guerra fu ucciso in una strage il 21 febbraio 2005). L’incontro è avvenuto il 12 gennaio 2011, nell’ambito del corso “Cammino di pace” promosso dal Cipax con altre associazioni e organizzazioni.

Care amiche e cari amici della Comunidad de Paz de San José de Apartadó,
nella serata del 12 gennaio ci siamo incontrati a Roma per riflettere insieme sulla situazione della Colombia e sulla testimonianza coraggiosa e bella della vostra Comunità di pace.
Nei giorni scorsi alcuni di noi hanno incontrato Jesus Emilio Tuberquia y Noelia Tuberquia Salas, così come negli anni scorsi abbiamo ospitato Luis Eduardo Guerra e tanti altri che hanno testimoniato con la loro vita la fede nella nonviolenza come forma sublime di resistenza e di costruzione della pace. Alcuni tra noi, anche grazie alla Rete di solidarietà “Colombia vive!” (vedi: www.reteitaliana-colombiavive.org), hanno visitato la Comunità di pace e garantiscono un collegamento permanente con la vostra importante esperienza.
Vogliamo dirvi che riconosciamo in voi e in tutte le comunità di pace, nelle comunità indigene e nei movimenti sociali che lottano per i diritti umani, l’alternativa alla violenza, all’impunità, alla violazione dei diritti, alla corruzione e all’ingiustizia che segnano negativamente la terra di Colombia. La nostra solidarietà e l’amicizia vuole essere solo un segno per confermare che mai dovrete sentirvi soli. Vogliamo chiedervi di non scoraggiarvi di fronte all’ingiustizia e di non smettere di lottare per la verità. Lo chiede il sangue e la vita di quanti hanno pagato il prezzo più alto della resistenza e della neutralità attiva davanti a ogni forma di potere armato che cerca di imporre la propria legge in Colombia. Il prossimo mese, in occasione dell’anniversario del massacro del 2005 ci impegniamo a ricordare con un’azione concreta il sacrificio dei nostri fratelli e delle nostre sorelle di San José de Apartadò.
Ci impegniamo a seguire le vicende della Colombia tramite i canali di informazione alternativi a quelli dei media ufficiali e a fare ogni pressione sui nostri governi e sulle istituzione dell’Unione Europea affinchè vi sia giustizia e verità per tutte le vittime. Riteniamo che la rete e l’appoggio internazionale sia un fattore importante per la vostra lotta. Per questa ragione seguiamo con apprensione anche l’iter legislativo per il ritorno alla terra delle vittime del “despojo” con cui il governo colombiano ha contratto da tempo un debito di giustizia che chiede di essere saldato.
Come voi crediamo che solo la strada della nonviolenza sia destinata ad ottenere risultati certi e duraturi. Come voi crediamo che solo insieme uniti saremo capaci di arginare i poteri che continuano ad imporre la propria sete di ricchezza con la forza delle armi e del terrore. Contate pure su di noi!
Un abbraccio fraterno e un saluto di pace.

Roma, 12 gennaio 2011

Tonio Dell’Olio, Simona Fraudatario, Elizabeth Gutierrez e i partecipanti all’incontro

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