No al Concordato, no ai cappellani militari

COMUNICATO STAMPA SUL SIT-IN DEL 18/02/2012 A ROMA
Cipax, Pax Christi Roma

In occasione dell’anniversario della revisione del Concordato tra lo Stato Italiano e la Chiesa cattolica si è svolto a Roma un sit-in contro i privilegi concordatari e in particolare contro la struttura dei cappellani militari, simbolo anche di una chiesa collusa con i poteri dominanti.
Una trentina di promotori di diverse associazioni, quali il Cipax, Pax Christi di Roma, Cdb. S. Paolo e di Noi siamo Chiesa, si sono radunati a Roma non lontano dal Quirinale, nei pressi dell’Ordinariato Militare sito in Salita del Grillo e della Sua annessa Chiesa a Largo Magnanapoli,
per distribuire un volantino con un appello alle comunità cristiane, che aveva ricevuto molte adesioni di comunità e associazioni, quali il MIR, il Centro Gandhi, il Movimento Nonviolento di Torino, la comunità di base delle Piagge di Firenze, la Casa per la Pace di Grottaglie, Gruppo romano del SAE, la Consulta per la laicità delle Istituzioni… e di singole personalità, quali Alex Zanotelli, Giovanni Franzoni, Nicola Colaianni, Roberto Mancini, Luisa Morgantini, Giancarla Codrignani, Giorgio Nebbia, Enrico Peyretti, P. Giovanni Gargano missionario…
Alla fine della manifestazione, non potendo consegnare a mano l’appello al vicario castrense generale e mons. Vincenzo Pelvi, in quanto gli uffici dell’Ordinariato erano chiusi, e non avendo potuto ottenere udienza no richiesta in tempo utile, sono stati costretti a imbucarlo nella cassetta delle lettere, così come era stato loro suggerito da un segretario.

Questo il testo dell’appello:

“No al Concordato, no ai cappellani militari”
Nel momento in cui l’Italia attraversa un’aspra crisi economica e sociale e chiama tutti a fare sacrifici e a rinunciare a diritti pur legittimamente acquisiti anche la Chiesa cattolica romana deve fare la sua parte.
Riteniamo perciò doveroso che le autorità cattoliche dimostrino la disponibilità a ridiscutere alcuni dei privilegi ottenuti con il nuovo Concordato, stipulato il 18 febbraio 1984, e con successivi accordi economici e normativi direttamente o indirettamente derivanti da quel patto. Sarebbe infatti scandaloso se la gerarchia cattolica non rinunciasse ora ai privilegi concordatari, così come auspicava il Concilio Vaticano II.
In tale contesto, da sempre impegnati a seguire Cristo nostra pace, noi riteniamo che l’istituto dei cappellani militari, che gli accordi Stato-Chiesa di fatto inquadrano nelle Forze armate, con relative stellette e retribuzioni, strida con la laicità dello Stato e con lo spirito dell’Evangelo di pace che dovrebbe animare sempre ogni attività ecclesiale. Al di là della buona volontà personale, l’istituzione stessa dei cappellani militari – come ci hanno profeticamente ricordato, tra gli altri, don Lorenzo Milani e padre Ernesto Balducci, e il vescovo don Tonino Bello – significa un appoggio simbolico alle armi. E se possiamo comprendere la volontà di assistere pastoralmente i militari, riteniamo che questo scopo non vada compiuto da sacerdoti con le stellette e pagati dallo Stato, ma in altro modo, per esempio attraverso le parrocchie nel cui territorio sono stanziate caserme e centri militari o con distacchi volontari di preti o diaconi per le missioni all’estero, pronti a benedire le persone, ma mai le armi.
Da più parti, in questi giorni, si è chiesto che il governo, che vuole caratterizzarsi per una politica di rigore, ridimensioni gli investimenti per la Difesa, in specie per l’acquisto degli aerei F-35, una spesa onerosissima - per noi incompatibile con le esigenze meramente difensive cui la nostra Patria è obbligata dalla Costituzione- , che potrebbe lodevolmente essere risparmiata, dirottando invece quell’immenso fiume di denaro per iniziative sociali e per aiutare gli strati più deboli della popolazione.
Speriamo che le comunità cristiane con i loro pastori siano con noi contro l’acquisto degli F-35 e contro le immense spese militari, e per promuovere invece la Difesa popolare nonviolenta?
Imploriamo da Dio il dono della pace, ripetendo a noi stessi e a tutti: “Se vuoi la pace, cerca e prepara la pace”.
Roma, 18 febbraio 2012
28° dalla firma del nuovo concordato

promuovono: Cipax, Pax Christi Roma
aderiscono numerosi cittadini e cittadine

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