Pace: bene comune

16 gennaio 2013 - Rosa D’Andrea (Pax Christi Caserta)

La tematica “Bene Comune” che il “Comitato Caserta città di Pace”, in questa giornata in cui la diocesi
celebra la XVII edizione della marcia della Pace, ha scelto, è di viva attualità. Il Concilio nella G.S. art. 26 afferma “Dall’interdipendenza sempre più stretta .e pian piano estesa al mondo deriva che il bene comune diventa universale ….riguarda l’intera famiglia umana”
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A noi di Pax Christi è stato affidato la trattazione dell’aspetto che riguarda, in modo più peculiare, il problema della Pace: valore irrinunciabile per una società che progetta il futuro. Là deve manca la Pace nessun diritto è possibile. La Pace è realtà positiva, è esercizio del diritto e puntuale adempimento dei doveri. E’ Pace interiore che ogni giorno dovremmo portare negli ambienti che frequentiamo; nel rapporto con gli altri, rispettandone la presenza, i pensieri, lo spazio vitale, la loro stessa Pace. Può darsi che senza che ce ne accorgiamo diventiamo degli invasori. Pace è pensare in grande “mondialmente” per operare “ localmente” in modo corretto: deve diventare accoglienza e fraternità con chi è “altro” per religione, cultura, posizione sociale, condizione esistenziale; deve avere attenzione alle “nuove povertà” determinate da un sistema strutturale ingiusto per fare scelte “profetiche” anche attraverso stili alternativi di vita
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Per quanto riguarda il mio intervento, come aderente a Pax Christi, desidero trattare l’argomento dando un primo sguardo alla Pace nella Parola di Dio proprio perché il nostro movimento prende il nome dallo annuncio del Risorto ai discepoli “Pace a voi” (Gv. 20-19) ed ancora “Pace a voi! Come il Padre ha mandato me…..(Gv. 20-21). Questo doppio saluto, in Giovanni, non è un saluto convenzionale, è l’unico dono del Risorto, l’unico annuncio è la Pace; saluto già presente in (Gdc.6,23-24) “La Pace sia con te..costruì un altare al Signore e lo chiamò “ll Signore della Pace”. Anche gli Angeli alla nascita del Signore annunciano la Pace.. Lo shalom biblico è bene centrale, ricorre nell’Antico come nel Nuovo Testamento: sta ad indicare la compiutezza, la perfezione totale di un ordine. E’ il titolo più alto del Messia “Principe della Pace”(Is,9-6) E’ il nome stesso di Dio “Il Dio della Pace sia con tutti voi (Rom. 15,22).”.Egli è la nostra Pace”(Ef. 2,14) “Il Suo è Vangelo della Pace”(Ef .6,15). “ Egli ci ha pacificato con il sangue della Sua croce ed i suoi discepoli sono chiamati: “operatori di Pace” (Mt. 5, 9). Alle donne liberate “vai in Pace e sii guarita” (Mc.5, 34), “La tua fede ti ha salvata, vai in Pace” (Lc. 7 ,50 ). Nel Salmo 29 v.11 si canta “Benedirà il suo popolo con la Pace” e nel Salmo 122 si chiede Pace per Gerusalemme “su di Te sia Pace”. Le alleanze sono alleanze di Pace “farò con loro un’alleanza di Pace” (Ez. 37,26)

Francesco afferma nel suo testamento “Il Signore mi rivelò che dicessi questo saluto: il Signore ti dia Pace”. Francesco ha realizzato la sapienza evangelica nei rapporti con il prossimo che è la condizione prima di una vera cultura di Pace: l’abolizione della categoria del nemico. Per sottolineare il rapporto profondo tra Francesco e la Pace basta ricordare che nelle FF.FF. la parola “Pace” è citata per ben 79 volte
Anche se l’idea di Pace è dominante nell’idea di Dio perché lo Shalom indica la compiutezza, la perfezione totale di un ordine….non si può affermare che, dopo il grande trattato di Teologia della Pace nel “De Civitate Dei” di sant’Agostino, ci siano trattazioni organiche di Teologia della Pace prima del secolo ventesimo….Certo non sono mancati uomini che hanno parlato della Pace: cattolici (san Tommaso vede la Pace come opera della giustizia e della carità) e laici (Erasmo nella “Querela Pacis” esprime i lamenti della Pace a causa dei continui oltraggi patiti; denuncia violenze e guerre come i mali peggiori). Kant nel testo ”Per la Pace perpetua” che costituisce una testimonianza della perenne validità della categoria Pace, afferma il diritto e la giustizia “Il diritto dei popoli deve fondarsi sopra un ordinamento federativo di liberi Stati”: anticipando di quasi due secoli l’idea dell’O.N.U..M. Montessori si chiedeva: perché l’uomo che ama la Pace, si impegna, a livello scientifico, per produrre armamenti sempre più sofisticati per fare la guerra?. Bisogna che ci sia uno studio scientifico su come promuovere la Pace, come impegno non di una sola nazione ma di tutto il mondo.
Solo nel ventesimo secolo, a cominciare dagli anni 60, si può parlare di Teologia della Pace; quando Combin pubblica “La Teologia della Pace” che si basa sulla Rivelazione. Sono gli anni della nascita di diversi movimenti impegnati nella nonviolenza. Pax Christi nasce nel 45, in Francia e nel 55 arriva in Italia per opera di Mons. Montini ( Paolo VI ) La “Pacem in Terri” di papa Giovanni dà nuova fiducia a tutti i movimenti nonviolenti, e per Pax Christi diventa la Carta ideale. Con la “Populorum Progressio”, il Movimento affiancò alla Pace il tema dello sviluppo dei popoli, ampliando il proprio raggio di azione alla giustizia ed alla solidarietà ..Il Concilio dedica tutto il cap. V, parte II della Costituzione “Gaudium et Spes” a “La promozione della Pace……..”: ne tratta la natura; la necessità di evitare la guerra; la condanna della corsa agli armamenti; la costruzione della comunità internazionale; la cooperazione; il compito dei cristiani nell’aiuto agli altri paesi; la presenza della Chiesa nella comunità internazionale; la partecipazione dei cristiani alle istituzioni internazionali. Ma la Pace viene ripresa anche nel Decreto “Ad Gentes” dove Dio al al fine di stabilire la Pace cioè “comunicazione intima fra Sé e gli uomini e di realizzare fra gli uomini stessi una unione fraterna, decise di entrare in maniera nuova e definitiva nella storia umana”.
La giornata mondiale della Pace è stata voluta da Paolo VI con un messaggio datato 8 dicembre 1967 e celebrata, per la prima volta, il primo gennaio del 68. “Sarebbe Nostro desiderio che poi, ogni anno, questa celebrazione si ripetesse come augurio e come promessa –all’inizio del calendario che misura e descrive il cammino della vita umana nel tempo-che sia la Pace con il giusto e benefico equilibrio a dominare lo svolgimento della storia avvenire” (PaoloVI)..”Gli undici messaggi rivolti al mondo da Paolo VI hanno progressivamente tracciato le coordinate del cammino da compiere per raggiungere l’ideale della Pace….. il grande Pontefice è venuto illustrando i vari capitoli di una vera e propria Scienza della Pace” (dal messaggio di papa Giovanni Paolo II del primo gennaio 2004). Negli anni successivi la tematica “Pace” è stata vista in rapporto alla: Verità, Riconciliazione, Fratellanza, Difesa della vita, Nonviolenza, Libertà, Sviluppo e solidarietà, Rispetto del creato, Rispetto della coscienza, Povertà, Perdono, Giustizia, Diritti, Famiglia umana, Dialogo interreligioso.
Da come descritta sembra facile vivere la Pace, invece qui va aggiunto che è molto difficile, richiede molto impegno “è (scrive Turoldo) una rivoluzione culturale perché occorre una conversione totale, un cambiamento nel modo di pensare; considerato che viviamo in una società dove tutto è competitivo” La Pace richiede una convivenza umana che si basa sulla Verità, Giustizia, Amore, Libertà. A dircelo è papa Giovanni nella “Pacem in terris”, nel giovedì santo del 1993. Enciclica che può essere definita il suo Testamento: due mesi più tardi sarebbe morto “La Pace in terra, anelito profondo degli esseri umani di tutti i tempi, può venire instaurata e consolidata solo nel pieno rispetto dell’ordine stabilito da Dio”(introduzione). “Il mondo a cui si rivolgeva era in profondo stato di disordine: sistemi totalitari devastanti, immense sofferenze umane, muro di Berlino, crisi dei missili a Cuba, per cui il mondo si trovò sull’orlo di una guerra nucleare…..ma papa Giovanni non era d’accordo con coloro che ritenevano impossibile la Pace….da spirito illuminato qual era identificò le condizioni essenziali per la Pace in queste quattro esigenze dell’animo umano: Verità, Giustizia, Amore, Libertà. (Giovanni Paolo II nel messaggio del primo gennaio 2003, che ripropone la Pacem in Terris, li definisce: i “Quattro pilastri della Pace”

VERITA’: La ricerca della Verità è ciò che muove ogni forma di conoscenza. Nel mondo classico, per i greci, spesso la realtà si frappone tra la Verità (alètheia: non nascondimento) e chi aspira a conoscerla perché, difficilmente accessibile, non si svela a tutti. Per Eraclito, di fronte alla Verità, ci sono i “dormienti” ed, i pochi, “desti”; per lui, la Verità eterna è il Logos. Anche il filosofo di Elea, nel suo poema descrive il sentiero faticoso della ricerca della Verità, contro il mondo ingannevole delle apparenze, arrivando ad una prima soluzione del problema: La Verità coincide con l’Essere. Socrate, che indaga sul concetto, si chiede, “che cos’è la Verità?” e ne scopre ,in qualche modo, l’essenza, attraverso il metodo maieutico. Per Platone, la Verità è un’Idea: struttura universale, che si raggiunge superando il mondo delle apparenze.
Nel Nuovo Testamento, della Verità si parla soprattutto nel Vangelo di Giovanni. Qui solo qualche citazione: “Io sono la Verità” (Gv. 14,6); “La legge fu data per mezzo di Mosè ma la grazia e la Verità vennero per mezzo di Gesù Cristo” (Gv. 1,17). Gesù risponde a Pilato che lo interroga “sono venuto nel mondo per dare testimonianza della Verità: chi è nella Verità ascolta la mia voce” e Pilato “che cos’è la Verità?” (Gv. 37, 37-38). Nella preghiera che rivolge al Padre: “Consacrali nella Verità, la Tua Parola è Verità” ( Gv. 17,17 ). Ai Giudei “Conoscerete la Verità e la Verità vi farà liberi” (Gv. 8,32) Alla donna samaritana: “ I veri adoratori adoreranno il Padre in Spirito e Verità” (Gv. 4,23). San Paolo nella lettera ai Romani: “L’ira di Dio si rivela…contro gli uomini che soffocano la Verità” (Rm. 1,18). Nella seconda lettera ai Corinzi: “Abbiamo annunziato apertamente la Verità” (4. 2); “Ci presentiamo come Ministri di Dio, con parole di Verità” (6,7 ).
Papa Giovanni nella Pacem in Terris, della Verità afferma: “Vanno respinti i metodi di informazione con i quali, venendo meno alla Verità, si lede ingiustamente la reputazione di questo o di quel popolo” (parte III: rapporti con le Comunità Politiche)
. Dei Documenti del Concilio la Dichiarazione “Dignitatis Humanae” fa qualche riferimento alla Verità che” va cercata in modo rispondente alla dignità umana” (1 DH)…ma “la Verità si impone in virtù della stessa Verità” ( 1 DH ). Gli educatori devono aiutare gli esseri umani ad “emettere giudizi personali alla luce della Verità” ( 8 DH ).
Il suo primo messaggio della giornata mondiale della Pace ( 2006 ) Benedetto XVI lo dedica alla Verità: “Quando l’uomo si lascia illuminare dallo splendore della Verità, intraprende ….naturalmente il cammino della Pace” (cap. 3 ). Ciò che si contrappone alla Verità è la menzogna, la troviamo presente all’inizio della storia a cui “è legato il dramma del peccato con le sue conseguenze perverse, che hanno causato e continuano a causare effetti devastanti nella vita degli individui e delle nazioni” ( cap. 5 ). “Il problema della Verità e della menzogna riguarda ogni uomo ed ogni donna e risulta…decisivo per un futuro pacifico del nostro pianeta” ( cap. 5 ) “Gesù è la Verità” (cap. 6 ) ma afferma che, anche oggi, “La Verità…continua ad essere compromessa e negata, in modo drammatico” Denuncia il nichilismo che “nega l’evidenza di qualsiasi Verità e la provvidente presenza di Dio nella storia” ed il fondamentalismo che ha la pretesa “di imporre ad altri, con la violenza, quella che si ritiene essere la Verità” ( cap.9 ) “Per essere autentica e duratura, la Pace deve essere costruita sulla roccia della Verità di Dio e dell’uomo” (cap.15) .
Conoscere la Verità è un’esigenza di tutti; quante volte di fronte a qualcosa che ci fa problema perché non capiamo diciamo “verrei proprio sapere la verità”. Quasi sempre si nasconde la verità sulle vere cause delle guerre, una menzogna ha dato inizio alla guerra in Iraq. Ci dicono che le nuove armi sono più “intelligenti” mentre sono solo più micidiali. Non è verità affermare che le norme sulla sicurezza garantiscono la Pace; è, al contrario, la Pace che garantisce la sicurezza. Così non è la verità affermare che l’industria delle armi dà ricchezza, forse per pochi, per la maggioranza è causa di miseria e di morte. La vera Pace si regge sulla Verità reciproca da cui tutti traggono vantaggi: individui, famiglie, comunità politiche. Va anche detto che ci sono delle Verità che si sono affermate, almeno in teoria: “Tutti gli uomini sono uguali” mentre Aristotele ( che pure è un grande per aver scoperto le leggi del pensiero, ma si sa, i grandi uomini fanno grandi errori) affermava che, per natura, ci sono gli uomini liberi e gli uomini schiavi. Teoria durata fino all’età moderna. Che lo Spirito di Verità ci aiuti a fare pace, prima di tutto, dentro di noi:

GIUSTIZIA: Idea; già presente nel mondo greco. La giustizia conforme alla legge è sottoposta al controllo dei cittadini. Con Solone, la dea Dike viene sostituita da Eunomie (buona legge).C’è la giustizia di Zeus. Platone nella “Repubblica” definisce la giustizia come la virtù grazie a cui ciascuna classe sociale assolve, nella Polis, il compito che le è proprio. Per Aristotele, la giustizia trova il giusto equilibrio fra due vizi; uno per eccesso, uno per difetto, sottolineando che la giusta misura è in rapporto a chi compie l’azione. Per Epicuro la giustizia è sinonimo di utilità reciproca. L’antica Stoa definiva la giustizia “scienza che attribuisce a ciascuno secondo il merito”.
Nell’Antico Testamento, la giustizia è esigenza proclamata con forza dai Profeti. Per Amos l’unico peccato (ingiustizia) è l’oppressione del povero e del misero pertanto non c’è speranza per Israele che ha “venduto il giusto per denaro ed il povero per un paio di sandali…..calpestano, come la polvere della terra, la testa dei poveri e fanno deviare il cammino dei miseri” (Am. 2, 6-6 ) Non si tratta di ingiustizie commesse da singole persone, qui l’ingiustizia riguarda il popolo che trasforma il diritto in veleno ed oltraggia la giustizia. Anche in Geremia, l’ingiustizia è tradimento del povero, è abbandonare Dio. Il povero, nella Bibbia è l’indigente: orfano, vedova, straniero perché sono senza tutele, esposti all’oppressione e la giustizia resa al povero è la giustizia che elimina ogni forma di dominio dell’uomo sull’uomo. L’idea di Pace è convivenza non nel dominio ma nella giustizia di Dio. Anche nei Proverbi si afferma:” non depredate il povero perché il Signore lo difenderà e spoglierà della vita coloro che lo hanno spogliato” (Pr. 22, 22-23 ). Il giusto riconosce il diritto dei miseri” ( Pr. 29,7 ). Nel Siracide l’invito: “strappa l’oppresso dal potere dell’oppressore e non essere meschino quando giudichi” ( Sir. 4, 9 ) perché “la preghiera del povero sale agli occhi di Dio e il giudizio di Dio sarà a suo favore” ( Sir. 21, 5 ). In Geremia un ordine: “Scendi nella casa del re di Giuda e proclama questo messaggio...pratica il diritto e la giustizia, libera il derubato dalle mani dell’oppressore..non opprimere il forestiero, l’orfano e la vedova e non versare sangue innocente” (Ger. 22, 1-3 ). Ed in Isaia ”Cercate la giustizia, soccorrete l’oppresso, rendete giustizia all’orfano, difendete la causa della vedova” (Is. 1,17 ). Per il profeta Isaia, l’attesa del Messia è, semplicemente, l’attesa del re giusto: “ Un re regnerà secondo giustizia ed i principi governeranno secondo il diritto” ( Is. 32, 1 ). Allora il deserto diventerà un giardino (Is. 32,15). “Il giusto mio servo giustificherà molti, Egli si addosserà le loro iniquità (Is.53,17 )”.Effetto della giustizia sarà una Pace perenne”. Qui si evidenzia come la Pace è il traguardo finale: frutto della giustizia. Nel Nuovo Testamento troviamo una giustizia superiore all’antica. “Se la vostra giustizia non supererà quella degli scribi e dei farisei non entrerete nel Regno dei cieli” ( Mat 5, 10 ). Gesù è il Giusto. Lo riconosce, dopo la morte, anche il centurione “veramente costui era giusto” (Luc. 23, 47). Matteo condanna l’ipocrisia “non praticate la giustizia davanti agli uomini per essere ammirati”( Mat. 6,1 ). Paolo, nella lettera ai Romani, rivela la giustizia di Dio dedicandovi il cap.3 v. 21-31: per mezzo della fede in Cristo saranno giustificati. Ed al cap. 5 “giustificati dunque per fede, noi siamo in Pace con Dio per mezzo del Signore nostro Gesù Cristo” ( Rom. 5,1 ) La fede in Dio ci fa riconoscere che Dio è bontà , sostegno, perdono. E Pietro, nel suo discorso al popolo: “voi avete rinnegato il giusto e chiesto che vi fosse graziato un assassino” ( Att. 3, 14 ). “Beati i perseguitati della giustizia perché di essi è il Regno dei ciel“ ( Mat. 5,10 )
La giustizia, con la corrente di pensiero che va sotto il nome di Giusnaturalismo, fa un notevole passo avanti. I suoi principi non possono essere violati perché la giustizia, come problema dell’esistenza di leggi naturali, è primaria rispetto ad ogni legge positiva, pertanto non può essere ricondotta all’arbitrio del sovrano. ( Teorico del Giusnaturalismo è Ugo Grozio, che nel 1625 scrive “De Jiure belli ac pacis” in cui affronta anche il diritto internazionale in relazione alla legittimità della guerra ed alle norme che in essa devono essere osservate. Per Kant , che ha una concezione cosmopolitica della storia, nell’imperativo categorico afferma:”opera in modo che la massima della tua volontà possa valere come principio di una … legge universale” ed “agisci in modo da trattare l’umanità, in te come negli altri…..come fine e mai…….. come mezzo”. Per Hegel “nella giustizia si rafforza il rapporto tra singolo e totalità: il diritto del singolo viene ad essere esplicitamente e strettamente collegato al diritto universale”.
Dalla Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo:”Tutti gli esseri umani nascono liberi ed uguali in dignità e diritti; essi sono dotati di ragione e di coscienza e devono agire gli uni verso gli altri in spirito di fraternità” Il dott. Casavola in un incontro al Meic di Caserta ci ha ricordato che l’Assemblea Costituente di Bonn nel 1949 approva la Costituzione che, a differenza di altre Costituzioni che si aprono con la definizione della forma dello stato, la Costituzione tedesca inizia “La dignità dell’uomo è intangibile: E’ dovere di ogni potere statale rispettarla e proteggerla”.
Come precedentemente detto, la giustizia è uno dei quattro pilastri della “Pacem in Terris”. Qui solo qualche riga: “I rapporti fra le comunità politiche vanno…..regolati secondo giustizia: il che comporta, oltre il riconoscimento dei vicendevoli diritti, l’adempimento dei rispettivi doveri” …….”Come nei rapporti tra singoli, agli uni non è lecito perseguire i propri interessi a danno degli altri, così nei rapporti tra le comunità politiche, alle une non è lecito sviluppare se stesse comprimendo od opprimendo le altre”……”Se tra le comunità sorgono contrasti di interesse; non vanno risolti con la forza, con la frode o con l’inganno, ma, come si addice agli esseri umani, con la reciproca comprensione….” Riguardo al trattamento delle minoranze afferma “Comprimere, soffocare il flusso vitale delle minoranze è grave violazione della giustizia; risponde, invece ad una esigenza di giustizia che i Poteri pubblici portino il loro contributo nel promuovere lo sviluppo umano delle minoranze con misure efficaci a favore della loro lingua, della loro cultura, del loro costume, delle loro risorse ed iniziative economiche”.
IL Concilio Vaticano II, nella Costituzione “Gaudium et Spes” afferma “le troppe disuguaglianze economiche e sociali, tra membri e tra popoli dell’unica famiglia umana, suscitano scandalo e sono contrarie alla giustizia sociale, all’equità, alla dignità della persona umana, nonché alla pace sociale ed internazionale” (GS cap 29 ).
Una vera rivoluzione si ha con la Populorum Progressio di Paolo VI quando denuncia la grande ingiustizia: “Parte dell’Umanità, a causa delle condizioni della loro vita, non può realizzare l’aspirazione degli uomini d’oggi. Ciò determina una grave tensione anche perché i poveri prendono coscienza della loro situazione e lo squilibrio, fra i pochi ricchi e i molti poveri, tende a crescer”. Fa riferimento ai precedenti documenti, (dalla Rerum Novarum alla Gaudium et Spes ) “ si tratta di insegnamenti di particolare gravità che esigono un’applicazione urgente…..I popoli della fame interpellano oggi, in maniera drammatica i popoli dell’opulenza ( cap. 1 art. 3 ).”Per dare una forma concreta alla causa dei popoli in via di sviluppo, abbiamo ritenuto che facesse parte del Nostro dovere creare, presso gli organismi centrali della chiesa, una Commissione Pontificia che avesse il compito di favorire la giustizia sociale tra le Nazioni: Giustizia e Pace è il suo nome e il suo programma” (art. 5 ). La situazione attuale del mondo esige un’azione d’insieme sulla base di una visione chiara di tutti gli aspetti economici, sociali, culturali e spirituali. (art. 13 ). Nell’art. 17 afferma che abbiamo un dovere di giustizia e di solidarietà anche riguardo alle generazioni future “ non possiamo disinteressarci di coloro che verranno dopo di noi ad ingrandire la cerchia della famiglia umana”. Nell’art. 22 afferma la destinazione universale dei beni e nell’art. 26 ricorda solennemente che l’economia è al servizio dell’uomo. “La situazione presente deve essere affrontata coraggiosamente e le ingiustizie che essa comporta, combattute e vinte” (art.32 ). Il passo che segue sembra dettato oggi: “Quando tanti popoli hanno fame, quando tante famiglie soffrono la miseria, quando tanti uomini vivono immersi nell’ignoranza, quando restano da costruire scuole, ospedali, abitazioni degni di questo nome…ogni sperpero pubblico o privato, ogni spesa fatta per ostentazione nazionale o personale, ogni estenuante corsa agli armamenti, diviene uno scandalo intollerabile”. Benedice il servizio civile sostitutivo del servizio militare. Infine auspica il dialogo (la Ecclesiam Suam è stata la sua prima enciclica) tra le civiltà.. Conclude “lo sviluppo è il nuovo nome della Pace..chi non vorrebbe cooperarvi con tutte le sue forze? Si, tutti” (art. 87)
Giovanni Paolo II riprende più volte queste tematiche nelle giornate della Pace: Nel 1987 “Sviluppo e solidarietà, chiavi della pace” e nel 1998 “Dalla giustizia di ciascuno nasce la Pace per tutti”. Ogni ulteriore aggiunta mi sembra superfua.
Come si vede il tema della Pace è molto vasto, non è limitato alla denuncia delle armi o a far cessare le guerre. Ci sono forme di dominio economico ( produzioni di servizi solo per ricchi ); capitali controllati da poche centrali che hanno enorme potere e così investono dove il denaro rende di più, dove trovano maggiori interesse, massimo profitto: droga, armi; non c’è la preoccupazione di investire in beni cui le persone hanno bisogno. La disponibilità di chi investe dovrebbe essere in funzione dei bisogni reali della gente. Si investe sulla biotecnologia, e va bene, ma non si investe per consentire a tutti i popoli la disponibilità di un minimo di farmaci di base che dovrebbero essere per tutti. Ci sono forme di dominio culturali attraverso il controllo dell’informazione; forme di dominio ecologico in cui si sfrutta il cosmo e si crea una qualità di vita deteriore per le generazioni future..Noi abbiamo un dovere di carità verso chi ancora non esiste. Per aumentare la disponibilità di energia per la grande maggioranza dell’umanità che ne ha poca, dobbiamo ridurre i nostri consumi. “Il dialogo tra coloro che forniscono i mezzi e coloro cui sono destinati consentirà di commisurare gli apporti, non soltanto secondo la generosità e disponibilità degli uni, ma anche in funzione dei bisogni reali e delle possibilità di impiego degli altri” ( Populorum Progressio n. 56 ). Mentre la logica del mercato fa si che chi è più potente opprime il più debole. L’economia fa parte della vita di relazione, la morale economica non è a se rispetto a tutta la vita di relazione. Questo forse è il significato profondo della giornata della Pace del 1993 “Se cerchi la Pace va incontro ai poveri” di Giovanni Paolo II .

L’AMORE, come principio cosmico, nella riflessione filosofica del mondo greco, viene introdotto da Empedocle come forza contrapposta all’odio. Entrambi, (amore ed odio), agiscono sia a livello singolo che cosmologico sui quatto elementi infiniti “radici” che separati e mescolati “danno origine alle cose diverse e molteplici”. La concezione Platonica dell’amore (eros) è la più ampia ed articolata del mondo antico. Nel “Simposio” riporta il discorso intorno all’amore che ciascun personaggio, intervenuto all’incontro, esprime, ultimo a parlare è Socrate che chiede l’intervento di Diotima, perché si sente inadeguato a trattare un argomento così alto. Nel contesto di questo ultimo intervento intorno all’amore sono descritti i diversi gradi: dal desiderio per i corpi belli, l’amore per la bellezza sensibile si trasforma in tensione verso il mondo delle Idee per diventare amore per l’Idea suprema del Bene ( Dio ). I mito platonico dell’Eros (figlio di Poros e di Penia ) è identificato con filosofo (ignorante che tende alla sapienza). Nel Timeo troviamo il Demiurgo (Dio), intelligenza cosmica che plasma il mondo prendendo a modello le idee “ Egli (Dio) era buono…e volle che tutte le cose diventassero il più possibile simile a Lui (ricorda “ad immagine e somiglianza” della Genesi) così, per amore portò dal disordine all’ordine giudicando questo totalmente migliore di quello”….Per Plotino, l’amore è uno dei gradi che l’anima deve vivere per ascendere fino a congiungersi all’Uno ( estasi mistica ).
Nell’Antico Testamento incontriamo l’amore di Dio per il suo popolo: in Osea “ti farò mia sposa per sempre…nella giustizia e nel diritto, nell’amore e…nella benevolenza…nella fedeltà e tu conoscerai il Signore.. amerò Non-amata e Non-popolo-mio, dirò “popolo mio” ed egli mi dirà “Mio Dio” (Os.2,21-25). “Quando Israele era fanciullo io l’ho amato e dall’Egitto ho chiamato mio figlio” ( Os. 11, 1 ) “ Li guarirò dalla loro infedeltà, li amerò profondamente poiché la mia ira si è allontanata da loro” (Os. 14, 5 ). Anche Geremia fa dire al Signore “ti ho amato di amore eterno, per questo continuo ad esserti fedele”(Ger. 31,3 ). In Ezechiele, emerge l’amore di Dio per il suo popolo che salva nonostante i continui tradimenti, le contaminazioni fin dalla nascita, e rinnova la prima alleanza con una alleanza eterna; non è una ricompensa di un ritorno del popolo, è per pura benevolenza (amore), per grazia preveniente ; il pentimento verrà dopo “Io stabilirò la mia alleanza con te e tu saprai che io sono il Signore (Ez.16,62 ). In Isaia Dio Amore si presenta come protettore e liberatore di Israele “Non temere perché io ti ho riscattato e ti ho chiamato per nome…sei degno di stima ed io ti amo” (Is. 43,1-4) “ti raccoglierò con immenso amore” (Is. 54,7) L’amore per il popolo d’Israele scelto da Dio è un amore di elezione “perché il Signore vi ama…… e vi ha liberati dalla condizione servile (Dt. 7,7 ).
La Parola “amore” pervade tutto il Nuovo Testamento. Qui qualche citazione, soprattutto dal Vangelo di Giovanni: “ il Padre ama il figlio, gli ha dato in mano ogni cosa” (Gv. 3,35 ) “ il Padre infatti ama il Figlio, gli manifesta tutto quello che fa e Gli manifesterà opere ancora più grandi….” (Gv. 5,20 ). Gesù si presenta come il Buon Pastore “per questo il Padre mi ama, perché io do la mia vita (Gv. 10.17 ). “Come il Padre ha amato me, anch’io ho amato voi. Rimanete nel mio amore…Questo è il mio Comandamento…che vi amiate gli uni gli altri come vi ho amato Io… Nessuno ha un amore più grande di questo, dare la vita per i propri amici” (Gv. 15, 9-13 ). Nella preghiera che Gesù rivolge al Padre “Io in loro e Tu in me, perché siano perfetti nell’unità e il mondo conosca che Tu mi hai mandato e li hai amati come hai amato me” (Gv 17,23) Nella 2° lettera ai Corinzi, Paolo, nel saluto finale, augura “l’amore di Dio sia con tutti voi”. Nell’incontro con Nicodemo: “Dio ha tanto amato il mondo da dare il Figlio unigenito perché chiunque crede in Lui non vada perduto” ( Gv. 3,16 ). Nel cap. 14 è presente l’amore di Cristo per il Padre: “bisogna che il mondo sappia che Io amo il Padre” (Gv.14,31). Gesù, nell’ultimo cena manifesta l’amore ai suoi discepoli: “avendo amati i suoi che erano nel mondo li amò fino alla fine: ( Gv.13,1 ). Nell’episodio della vite ed i tracci: “Questo è il mio comandamento che vi amiate gli uni gli altri come Io ho amato voi. Nessuno ha un amore più grande di questo: dare la vita per i propri amici” (Gv. 15, 12-13 ). Gesù ama la Chiesa da Lui fondata ed afferma che, l’amore sponsale ne deve essere l’esempio: “e voi, mariti amate le vostre moglie come Cristo ama la chiesa” ( Ef. 5, 25 ). Nella lettera ai Romani: “Chi ci separerà dall’amore di Cristo” e conclude “niente potrà separarci dall’amore di Dio” ( Rm. 8. 35-39 ). Dio è la fonte dell’amore, ci ha amato per primo: “amiamoci gli uni gli altri, perché l’amore è da Dio. Chi non ama non ha conosciuto Dio perché Dio è amore….chi rimane nell’amore rimane in Dio e Dio rimane in Lui” (1° Gv. 4, 7-16 ). Nel cap. 22 di Matteo, al Fariseo che gli chiede“qual è il più grande comandamento” risponde “amerai il Signore Dio tuo ….ed il secondo è simile al primo: amerai il tuo prossimo come tu stesso”( Mt. 22, 37-39 ). Nell’inno alla Carità: 1° prima lettera ai Corinzi, al cap. 13°, Paolo fa il più alto elogio dell’amore ( Carità, Agape).
Per papa Giovanni, nella 1° parte della “Pacem in Terris”: “La convivenza degli esseri deve essere vivificata ed integrata dall’amore; atteggiamento d’animo che fa sentire come propri i bisogni e le esigenze altrui, rende partecipe gli altri dei propri beni e mira a rendere sempre più vivida la comunione nel mondo dei valori spirituali”. La Populorum Progessio è tutta pervasa dall’amore per i poveri ai quali deve essere resa giustizia. Nella Costituzione Lumen Gentium del Concilio Vaticano II , “il dono primo e più necessario è la Carità, con la quale amiamo Dio sopra ogni cosa ed il prossimo per amore di Dio” (L:G: 42 ). La Costituzione “Gaudium et Spes” affronta il tema dell’amore nell’ambito del matrimonio e della famiglia importante per i figli perché l’amore che qui si respira è una palestra educativa per aprirsi all’amore per la grande famiglia umana “L’autentico amore coniugale è assunto nell’amore divino ed è sostenuto ed arricchito dalla forza redentrice del Cristo” ( G.S. 48 )…”un tale amore, unendo insieme valori umani e divini conduce gli sposi al libero e mutuo dono di se stessi ratificato da un impegno e…sancito da un Sacramento…”.( 49 G. S.). Per Rogers, che ha influenzato, in Italia, molti psicologi di cultura cattolica, “solo un rapporto empatico (riproporre in proprio i sentimenti altrui) può farci cogliere i bisogni profondi di amore della persona vicina a noi”. Dalla lettera enciclica “Deus Caritas est” di Benedetto XVI: “L’amore di Dio per noi è questione fondamentale per la vita e pone domande decisive su chi è Dio e chi siamo noi”. (cap.1° ).” L’Amore incarnato di Dio, nella forma più radicale si compie nella Sua morte in croce per rialzare l’uomo e salvarlo …e partendo da lì deve ora definirsi cosa sia l’amore; a partire da questo sguardo, il cristiano trova la strada del suo vivere e del suo morire (cap. 12° ). Nella Chiesa, “l’amore per il prossimo, radicato nell’amore di Dio, è compito per ogni singolo fedele ma è anche compito dell’intera comunità ecclesiale” ( cap. 20° ).

LIBERTA’ . Dio è l’assoluta libertà, il mondo, frutto della Creazione, è un atto di libertà , di un scelta di Dio che poteva non farlo o farlo diversamente da come l’ha fatto. L’uomo è libero quando, di fronte ad un’azione l’agire dipende solo da lui: sceglie senza essere determinato dall’esterno. Nel mondo antico, a differenza della verità e della giustizia, la libertà è un concetto assente nella filosofia pagana, almeno quella individuale ( Gorgia: “Encomio di Elena” ) l’uomo è sottomesso alla legge generale della natura. La libertà è solo cosmologica: per gli Stoici la natura regola il corso del mondo e degli eventi.
Nell’Antico Testamento ci sono i presupposti della libertà, prima del peccato. Nell’ Esodo incontriamo la liberazione, da parte di Dio, degli ebrei in Egitto, ma troviamo anche la liberazione di uno schiavo ebreo, dopo aver servito il padrone: “ servirà per sei anni e nel settimo potrà andarsene libero ( Es. 21,2 ). Nel Nuovo Testamento, il tema della libertà acquista un ruolo importantissimo ma non riguarda la libertà politica: la libertà è vista come responsabilità individuale di fronte al Messaggio di Cristo: “Parabola dei talenti ( Mat. 25, 34-46 ). “Uno schiavo che è stato chiamato dal Signore è un uomo libero” (1cor. 7,21). Paolo, nella lettera a Filemone, non gli manda più Onesimo come schiavo, ma come uomo libero, perché tutti sono uguali in Cristo (Gal. 3, 28 ). “Cristo ci ha liberati….state saldi e non lasciatevi imporre di nuovo il gioco della schiavitù ( Gal. 5, 1). C’è un libertà legata al riconoscimento della verità: “se rimanete fedeli alla mia parola….conoscerete la verità e la verità vi farà liberi” ( Gv. 8,32 ). Il cristiano è chiamato alla libertà:”fratelli, siete stati chiamati alla libertà” per essere “a servizio gli uni degli altri” (Gal. 5,13 ). “libertà dalla schiavitù della corruzione per entrare nella libertà della gloria dei figli di Dio” ( Rom. 8, 21).
Agostino, in tutta la problematica del rapporto libertà-grazia-volontà-peccato, riconosce il frutto di una libera scelta di cui l’uomo è responsabile
Nell’”Orazione sulla dignità dell’uomo” di Pico della Mirandola , c’è una apologia del carattere esclusivamente umano della libertà, sciolta da qualsiasi destino pre-costituito. L’uomo è libero di scegliere tra un supremo fine sopranaturale e l’attrazione per la materia. Possiede una dignità superiore a quella di qualsiasi altra natura, compresa quella angelica, eternamente determinata al bene. “La natura determinata degli altri è contenuta entro leggi da me ( Dio ) prescritte, tu te la determinerai da nessuna barriera costretto”. La sua libertà è essenzialmente la capacità di modellare il mondo secondo il suo volere. Egli, dopo Dio, è il secondo creatore; la sua libertà è per continuare il progetto di armonia intessuto da Dio. Non è il concetto di libertà illuministico o ateo, né quello usurpato con una lotta ed una prevalenza su Dio, come insegna il mito di Prometeo. Per Kant , la libertà come possesso originario dell’uomo è per l’imperativo categorico. Ma la ragione, nella sua funzione teoretica, nulla può dire di definitivo sulla natura della libertà; solo non può prescindere dalla libertà: “senza la libertà, non è possibile una legge morale”. Morale e libertà sono legati…ma si può provare l’esistenza della libertà? No… la si può soltanto postulare. Per il filosofo, il suo carattere è noumenico. Per il credente, come per il filosofo, la libertà è un dono ma non è dimostrabile. Si è liberi nella misura in cui non si dipende da alcun bene. La libertà è anche la capacità di fare scelte di bene per sè e per gli altri… Per Kierkegaard, la scoperta della libertà è il motivo di quella angoscia che colpisce l’uomo…. Per Levinas, fondatore dell’etica della responsabilità, “la libertà dell’uomo è originariamente investita di responsabilità che fa scoprire la natura più profonda della sua libertà,ma anche della sua identità”.
Il Concilio, al capitolo 17° della Gaudium et Spes ( Eccellenza della libertà ): “La libertà è nell’uomo segno altissimo della immagine divina. Dio volle lasciare…l’ uomo in mano al suo consiglio….così che cerchi spontaneamente il suo Creatore e giunga liberamente…alla perfezione…la dignità dell’uomo richiede che egli agisca secondo scelte consapevoli e libere”
La “Pacem in Terris”, nel capitolo riguardante la libertà: “ I rapporti tra le comunità politiche vanno regolati nella libertà. Il che significa che nessuna di esse ha il diritto di esercitare un’azione oppressiva sulle altre o di indebita ingerenza”.
La prospettiva teocentrica della libertà ha ceduto il posto a quella antropocentrica. L’uomo ha preso coscienza della sua autonomia: la libertà non costituisce più un problema per i rapporti con Dio ma per i problemi con le altre facoltà ( passioni ), altri individui, società, Stato. Oggi siamo più portati a denunciare lo stato di profonda schiavitù in cui versa tanta parte dell’umanità, piuttosto che esaltare la libertà

Da quanto fin qui evidenziato emerge con chiarezza che la Pace (bene comune per tutta l’umanità), è supportata dall’affermazione di altri valori: i quattro sopra descritti ma anche la capacità di dialogo. Non sempre il dialogo è facile, anche tra le religioni, perché si assolutizza lo stesso Dio riconducendolo a propria misura “il mio Dio è quello vero” e le guerre di religioni sono le più feroci . “il nome di Dio è il più insanguinato di tutti i nomi” ( Turoldo). Il dialogo deve avvenire in nome della fede: continua ricerca di Dio, per cui ci si può aiutare a cercarlo insieme.
La Pace che si regge sull’equilibrio delle forze; sul potere economico; sul potere militare ( fondato sulla forza degli eserciti a difesa degli interessi delle multinazionali, della concentrazione della ricchezza, mentre i due terzi dell’umanità sono minacciati dalla fame; su quel “conatus essendi” (Levinas) che si può spiegare come tensione al dominio fino alla negazione dell’altro: vedi il trattamento spesso riservato agli immigrati che scappano non tanto da una vita misera, quanto dalla guerra, mettendosi in mani senza scrupolo pur di partire e noi non riusciamo ad accogliere la loro “pretesa”: vivere. Mentre portano inscritto nei loro corpi l’avvenire del Regno, molti finiscono cibo per i pesci nel Mediterraneo. La terra è di Dio non dei nativi, nè si può pretendere l’esclusività di una terra in nome di una religione. La terra è luogo di adorazione e noi, con Gregorio Magno dovremmo avere la capacità di vedere che “sta nascendo qualcosa di nuovo” Invece si assiste a violenze trasversali secondo i tempi ed i luoghi anche nella nostra civiltà, nonostante Illuminismo, Cristianesimo e Dichiarazione Universale dei Diritti Umani ( art.28: sull’ordine sociale ed internazionale) La violenza “banalità del male” (Anna Harend), a cominciare da “l’ira di Achille” o da Caino, è ancora una costante. Anche in Campania c’è una nuova escalation militaristica da parte della Nato nei confronti della sponda sud del Mediterraneo. Il comitato Pace, Disarmo e Smilitarizzazione del territorio campano denuncia questo insulto alla coscienza dei cittadini: “E’ una ulteriore aggressione ad un territorio con alta disoccupazione, renditi bassi, inquinamento ambientale, connubio tra criminalità ed amministrazioni locali” (Comitato di Pace Campano).
La Pace di Dio, vista nella Scrittura, è diversa: Si fa interprete del “volto dell’Altro”, che esige di essere riconosciuto, di essere responsabile della sua vita, passando dal per-sè al per-l’altro che rinvia all’Altro-Infinito. Superando quella natura essenzialmente violenta dell’ontologia occidentale (vedi lo sterminio degli Ebrei :tragedia per tutta l’Umanità) La vera Pace si regge sulla vicendevole fiducia da cui tutti traggono vantaggi: individui; famiglia “laboratorio trinitario della Pace, prima agenzia di comunicazione, palestra degli esercizi pratici della non-violenza” (T. Bello); comunità politiche, per un mondo di Pace che realizzi il sogno di Isaia. Le religioni possono essere una straordinaria potenza di Pace, se si evitino pregiudizi, se ci si educa pazientemente al dialogo con apertura alle ragioni degli altri, incontrandosi, raccontandosi la vita, salvaguardando la ricchezza della diversità, rispettando i valori culturali, permettendo loro di essere artefici del proprio destino. Una pace così è possibile? Si! Basta guardare ai tanti “Volti della Pace” che ci hanno creduto: Da Gandhi, avvocato, leader del più grande movimento di liberazione a Jàgerstàtter, contadino che il coraggio di opporsi ad una guerra ingiusta. Fra i due, mi piace citare C. de Foucauld soprannominato “fratello universale”.

Un saluto a voi giovani….Il messaggio per la 45° giornata della Pace, a cura di Benedetto XVI non è ancora disponibile, lo sarà tra qualche giorno; ma il tema scelto è già stato anticipato:”Educare i giovani alla giustizia ed alla Pace”. “Il tema entra nel vivo di una questione urgente nel mondo di oggi: ascoltare e valorizzare le nuove generazioni nella realizzazione del bene comune e nell’affermazione di un ordine sociale, giusto e pacifico dove possono essere pienamente espressi e realizzati i diritti e le libertà fondamentali dell’uomo”…..”E’ dovere delle presenti generazioni porre le future nelle condizioni di esprimere in maniera libera e responsabile l’urgenza di un mondo nuovo...per una piena realizzazione” (C.E.I. ) .Si punta l’accento sull’aspetto educativo , tema di approfondimento per tutta la Chiesa, in questo decennio, e qui rivolto, in modo particolare ai giovani.”La tematica si inserisce nel solco tracciato da G. Paolo II nel messaggio del 1985: La Pace e i giovani camminano insieme”. E’ bene riprenderne qualche aspetto. “Il futuro della Pace, il futuro dell’umanità sono affidati…..alle fondamentali scelte che voi, nuove generazioni, siete chiamati a fare”( cap. 2° ) “Oggi c’è una nuova consapevolezza della vostra responsabilità ed un schietta sensibilità per i bisogni della comunità umana, siete presi dal desiderio della Pace, turbati dalle grandi ingiustizie che vi circondano, dal pericolo del gigantesco accumulo di armi e dalla minaccia di una guerra nucleare” (cap.3°)….”Non siate, per questo, tentati di rifuggire dalle vostre responsabilità….. siate esigenti, prima con voi stessi e poi con la società” ( cap. 3° ) . Oggi, voi giovani amate la Pace, non la guerra. Credo che anche voi, come me, provate molto sconcerto rivedere ( in T.V. ) la folla esultante applaudire Mussolini durante la comunicazione della dichiarazione di guerra. No, oggi, voi giovani scendete in piazza per manifestare la Pace, ( la maggior parte dei duecentomila partecipanti alla Perugia-Assisi, erano giovani). Senza mettere in conto quanto hanno dato nell’incontro del 27 ottobre ad Assisi con papa Benedetto: un volto di speranza e di futuro. Noi adulti dovremmo sempre guardare voi giovani, ma anche i bambini come a costruttori di un nuova umanità ( l’incomprensione tra adulti e bambini provoca una tragedia nei cuori umani). La vostra coscienza di Pace, da individuale deve diventare collettiva per essere coscienza vigile , operativa, che si fa critica nei confront dell’educazione, della stampa, della politica. La partecipazione è un valore, la vita è tutta un pellegrinaggio di scoperte. Il mondo ha bisogno di voi e voi saprete resistere alle tentazioni dell’orgoglio, dell’egoismo, per dare risposte vere alle domande che vi stanno di fronte. La vostra coscienza di Pace vi porterà a scegliere il servizio civile impegnandovi nelle opere di bene, ( invece di addestrarvi alle armi per uccidere i fratelli), per realizzare il sogno del profeta Isaia. Dovete essere le sentinelle capaci di “svegliare l’aurora” più che “attendere l’aurora” come le sentinelle del salmo 130.
E’ utopia? E’ sogno? No….ma ci vuole molto coraggio, richiede fiducia nel futuro anche in tempi difficili. Rispettate la terra, fatevi baluardo nei riguardi di chi la disturba . Dio, nel settimo giorno, non si è fermato per riposare ma per ammirare la Sua opera e vide che “era cosa molta bella”.Qui mi piace ricordare il libro di Denis Edward “Ecologia al centro della fede” citandone qualche riga “ In una teologia trinitaria della creazione, ogni cosa che esiste scaturisce dalla comunione divina…. Soltanto la diversità della vita – i grandi alberi ad alto fusto, la collettività delle formiche, i colori sgargianti dei pappagalli, la bellezza dei fiori di campi, insieme con la mente ed il cuore dell’uomo – può dare espressione alla radicale diversità e alterità del Dio Trinitario...”
Siete giovani, siate pieni di speranza, non credete ai vostri nonni quando dicono : “Ai miei tempi !” No! Steven Pinker , nel suo “The Better Angles our Nature” spiega come dal Medioevo ad oggi l’umanità abbia visto diminuire barbarie e guerre, anche se quantificabili nell’ordine dei millenni. E’ importante recuperare la storia. Quel “noi speravamo” dei discepoli di Emmaus sembra interpretare uno stato d’animo diffuso. La mancanza di speranza diventa paralisi per lo spirito, blocca la fatica del pensare. I discepoli preferiscono lamentarsi per il loro sogno infranto perché hanno perduto la memoria degli eventi salvifici. Quella memoria smarrita ritorna all’ascolto della Parola ed allo spezzare del pane. Siate nel mondo condividendone il travaglio ma annunciando la speranza dataci dal Risorto. Il futuro appartiene a chi ha speranza. E…siate sempre gioiosi “tutti i vostri incontri siano pervasi dalla gioia” lo raccomandava Francesco ai suoi amici.

Rosa D’Andrea

Caserta, 12-12 -2012

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