Bachelet

17 aprile 2013 - Giancarla Codrignani

Un libretto davvero importante questo scritto da Angelo Bertani su Vittorio Bachelet, dono di amicizia e di impegno educativo: per entrambe queste ragioni lo sento come una cosa dovuta a tutt. La "cordialità disarmata" di un cristiano il cui martirio (parola che nel significato originario significa solo testimonianza) è stato un fatto politico che deve continuare a fare storia, va certamente ricordata anche a chi non lo ha conosciuto e crede che sarebbe rimasto cordiale, ritenendoli solo degli illusi ideologici, dei fondamentalisti inconsapevoli, perfino con quelli che gli spararono. Ed è bene che i più giovani - come sempre tenuti ignari della storia contemporanea - conoscano che cosa diceva e scriveva un magistrato professore di diritto pubblico alla Sapienza di Roma, ucciso dalle Brigate Rosse il 12 febbraio 1980. Era uno che riteneva i terroristi, nonostante il " caso Moro", recuperabili: "anche loro erano partiti da una speranza di rinnovamento che all'inizio era largamente condivisa... molti di loro, nella solitudine del carcere hanno capito che qualcosa da salvare c'era ed erano proprio quelle garanzie formali che tanto disprezzavano". Perché Bachelet era un uomo intelligente e aperto al futuro. Aveva salutato il Concilio con l'entusiasmo di chi coglieva tutti i segni di speranza e non si era smontato neppure quando aveva visto il ritorno alla tradizione e la timidezza del laicato a sostenere la "novità" dei segni dei tempi indicati da Papa Giovanni XXIII. A partire da questa consapevolezza riteneva che si dovesse essere più attenti all'educazione dei più giovani - ma non solo - per rendere efficace la conoscenza dei diritti, che vengono prima dei doveri che scaturiscono nella libertà democratica solo dopo la conoscenza reale di ogni diritto. Dice Bertani che la sera prima degli spari all'Università, parlando con Ardigò, sosteneva la necessità di non cedere al terrorismo, ma neppure al disonesto intreccio tra affari e politica. Aveva scritto: "Si è detto.... che da noi non c'è più niente da fare né dal punto di vista civile né da quello ecclesiale. Eppure noi siamo pieni di speranza.

Note

Angelo Bertani
BACHELET
editrice La Scuola, 2011

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