PRATICHE CITTADINE

C’è pace in città

Si tiene a Napoli il 24-25 ottobre la settima assemblea nazionale degli Enti locali per la pace. Ne parliamo con Flavio Lotti.

Diego Cipriani
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Questa è la vostra prima assemblea dopo l’11 settembre 2001 e si tiene in un momento particolarmente “caldo” per le sorti della pace nel mondo.

La situazione è certamente molto difficile e complicata e, come ha detto lo stesso Papa tempo fa, con grandi nubi nere che si addensano all’orizzonte. Questo motiva ancora di più la ragione della nostra riunione e del nostro impegno. Questa assemblea nazionale ha il compito, un po’ ambizioso, di stimolare, sollecitare e riunire gli amministratori locali, ma anche i consiglieri comunali, provinciali e regionali, perché si rendano conto delle grandi responsabilità che ormai ricadono sempre più sulle città e sulle istituzioni locali anche a fronte del crescere dell’instabilità, del disordine e dell’insicurezza a livello internazionale.

In genere si pensa che la pace sia un affare tra Stati, da far gestire alle cancellerie diplomatiche e ai ministri degli esteri (magari ad interim)…

Chi pensa ancora in questo modo, evidentemente ha un’idea anacronistica della pace. Oggi, invece, coloro che fanno i conti col significato profondo e con i drammi che stanno dietro all’assenza di pace che tutti noi tocchiamo con mano, sanno che la costruzione della pace è una responsabilità di tutti, uomini e donne, giovani e anziani, e quindi anche di tutte le istituzioni, comprese

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Il Coordinamento Nazionale degli Enti Locali per la Pace è un’Associazione che riunisce i Comuni, le Province e le Regioni impegnate in Italia a promuovere la pace, i diritti umani, la solidarietà e la cooperazione internazionale. Fondato il 12 ottobre 1986 (in occasione della 3° Conferenza Internazionale degli Enti Locali Denuclearizzati), ha sede presso l’Ufficio per la Pace della Provincia di Perugia. Il Coordinamento è gestito da una Presidenza nazionale, eletta dall’Assemblea, della quale fanno parte 30 Comuni, Province e Regioni. Attuale presidente del Coordinamento (che conta più di 300 membri) è Giulio Cozzari, Presidente della Provincia di Perugia. Gli scopi del Coordinamento? Promuovere l’impegno costante degli Enti Locali e delle Regioni a favore della pace, della solidarietà e della cooperazione internazionale, valorizzandone le iniziative; promuovere il coordinamento nazionale e lo sviluppo di iniziative comuni, lo scambio di informazioni ed esperienze tra gli Enti Locali e le Regioni impegnati sui diversi problemi della pace; approfondire la ricerca e la riflessione politica e giuridica sui compiti degli Enti Locali per la Pace; realizzare un archivio nazionale dell’attività degli Enti Locali per la Pace; assicurare il collegamento con il Segretariato internazionale degli Enti Locali Denuclearizzati e con le principali associazioni europee e internazionali degli Enti Locali e favorire la partecipazione degli Enti Locali italiani alle Conferenze internazionali; favorire la collaborazione tra gli Enti Locali, le Regioni e le associazioni della società civile che operano per la promozione della pace, dello sviluppo e dei diritti umani; promuovere tra la gente - e in particolare tra i giovani - lo sviluppo della cultura e di comportamenti di pace e solidarietà.

Info: Via della Viola 1 06122 Perugia - tel. 075-5722479 - fax 075-5721234 - e-mail: info@entilocalipace.it, www.entilocalipace.it

 

quelle che a livello locale sono primi diretti rappresentanti della popolazione, dei cittadini. Ecco perché gli Enti Locali hanno il dovere di fare i conti con questi problemi, che oramai ci investono su scala internazionale, e possono e debbono farlo non solo per una sorta di istanza morale, per una scelta ideologica o valoriale, ma perché costretti dai processi di globalizzazione in atto. La globalizzazione, infatti, porta con sé tali e tanti effetti con ricadute immediate sui cittadini, su ciascuno di noi e condizionano pesantemente anche la possibilità di governare il proprio territorio. Tengo a sottolineare questo aspetto perché chi si propone di governare una città oggi deve fare i conti inevitabilmente con questi problemi. Deve fare i conti, infatti, con i problemi dell’immigrazione, ma anche con gli effetti, ad esempio, dell’aumento del prezzo del petrolio o dell’instabilità dei mercati internazionali che crea tensione e può frenare quindi le possibilità di sviluppo locale, cioè di costruzione di uno sviluppo armonico del proprio territorio. Ecco perché occuparsi della promozione della pace e dei diritti umani a partire dalle città oggi è sempre più una necessità storica indispensabile per promuovere una good governance, una buona governabilità del territorio.

Insomma, una diversa declinazione dello spirito di “Noi popoli delle Nazioni Unite” che sta a rivendicare un ruolo attivo di ciascun soggetto sociale.

Quell’idea, che si è concretizzata finora in quattro assemblee dei popoli dell’Onu realizzate negli anni scorsi a Perugia, è stata sicuramente un’idea anticipatrice di quella che è oggi una necessità e una realtà. Insomma, chi decide oggi di non fare i conti con le proprie responsabilità prima o poi verrà travolto dai problemi che oggi ignora.

Sperando che i venti di guerra che oggi soffiano sull’Iraq siano calati tra qualche settimana, quando celebrerete la vostra assemblea, da essa verrà comunque una parola forte sui rischi di una “guerra preventiva”?

Il Coordinamento degli Enti Locali per la Pace ha già definito una bozza di ordine del giorno che impegna tutte le città e le altre istituzioni locali per un pronunciamento immediato contro la guerra in Iraq. La nostra presa di posizione è pertanto già chiara e netta da subito. Ci auguriamo che l’azione di sensibilizzazione che ci vede impegnati riesca a trovare una sponda in tutti gli Enti Locali italiani. Per questo sarà anche molto importante il ruolo che svolgerà la società civile e ciascun cittadino che ha il diritto di rivolgersi alla propria amministrazione chiedendo un pronunciamento chiaro e netto e, questo sì, preventivo contro la guerra.

La vostra assemblea si tiene a dieci anni e in ricordo di Padre Ernesto Balducci, un precursore dell’impegno dei cittadini, e dei cittadini organizzati, per la pace.

Credo che Ernesto Balducci sia stato uno dei pochissimi a riconoscere, fin dalla metà degli anni ‘80, il grande ruolo che le città avrebbero avuto per la promozione della pace e dei diritti umani. Lo ha fatto non con un’intuizione utopistica ma a partire da un insegnamento che ha vissuto in prima persona, quello di Giorgio La Pira a Firenze. A partire dalle riflessioni e dalle azioni di La Pira negli anni ‘50, P. Balducci ha sviluppato la riflessione su quello che oggi è al centro dei lavori della nostra assemblea di Napoli, ovvero una riflessione su come concretamente le città possano e debbano promuovere i diritti umani all’interno delle “mura”, cioè della propria collettività, e come le stesse città possano e debbano promuovere la costruzione della pace al di fuori delle mura, nel resto del mondo.

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