Prospettiva cosmica

Ogni religione è utile strumento per cercare la pace: Gandhi come testimone del dialogo interreligioso e del ripetto delle diversità di ciascuna cultura nel ricordo di un monaco tibetano.
Geshe Gedun Tharchin (Monaco lama tibetano)

Cercare la verità è una naturale aspirazione umana, un risultato dell’intelligenza e della mente: queste qualità rendono gli esseri umani superiori agli animali. Tuttavia, le differenti condizioni umane rappresentano  esperienze e conoscenze molto diverse e queste portano con sé varietà di vite e reciproche interazioni tra soggetti e oggetti; ognuno ha, quindi, molti strumenti per investigare fatti e verità, al meglio delle proprie capacità. Di conseguenza, il riconoscimento delle realtà e del vero modo di ricercarle sono i principi generali per fondare una religione, una fede o un Dharma. 

Effettivamente, Buddha stesso insegnò le Quattro Nobili Verità nel suo primo discorso. I molti fondatori religiosi credevano che la Verità è il solo fenomeno che può soddisfare il naturale umano desiderio. Loro credevano che lo stato ultimo della felicità della mente è realizzabile, e che gli esseri umani hanno il potenziale sufficiente per raggiungerlo tramite le proprie esperienze. Inoltre  credevano che ogni essere umano è responsabile del piacere degli altri e che il benessere di un essere umano deve considerare come bene gli altri. 

Credevano anche che lo stato naturale delle cose è basato su una e ultima realtà. Per esempio Buddha dice che la realtà ultima è la vacuità, giacché tutti i fenomeni sono di un’esistenza intrinseca in loro stessi. Gesù dice che l’universo è una creazione di un vero Padre.

Di conseguenza tutti i fondatori religiosi avevano una motivazione e i loro insegnamenti divennero questa grande risorsa per la felicità umana. 

Quindi io credo che rispettivamente ogni religione ha in sé gli  insegnamenti opportuni per guadagnare la pace della mente, se seguita come un  sentiero spirituale eccezionale. Naturalmente ogni essere umano ha il diritto e la possibilità di confrontarsi con tutte le diverse religioni affinché sviluppi una pratica religiosa organica e personale.

Io non intendo dire né che tutte le religioni dovrebbero essere unificate, né che tutti gli esseri umani dovrebbero studiare e praticare tutte le religioni.

Bensì, io sto sottolineando un importante concetto: le persone non dovrebbero considerare le religioni come contrapposte l’un l’altra o intoccabili.

Le persone devono considerare le religioni come risorse di felicità e non come la distruzione di essa. Ogni qualvolta il nome di una religione diventa sinonimo di distruzione, ciò non accade per causa della religione o del suo fondatore, ma a causa delle persone che fraintendono il significato e l’uso della religione.

Chi era?

Ma come far confluire gli apporti di tutte le differenti religioni negli studi e nella pratica di un singolo essere umano? Io vorrei spiegarlo qui parlando di Gandhi e della sua vita. Gandhi nacque in una famiglia Hindu e fu educato sia in Occidente sia in Oriente. Accanto ai suoi studi accademici, egli considerò la pratica religiosa come un grande compito della sua vita e studiò le differenti religioni ogni volta e dovunque ne aveva l’opportunità. Egli praticò religioni diverse appena poteva. Noi consideriamo Gandhi come una mente veramente grande e intelligente, mossa da pura conoscenza umana.

Egli credeva che il valore di una religione ha fondamento sulle basilari buone qualità umane. Per valori umani intendo mente compassionevole e senso del perdono. Se qualcuno fallisce in queste qualità umane basilari, lui o lei non otterrà mai alcun beneficio da una fede religiosa.

Perciò coltivare i valori umani fondamentali è il primo dovere di una persona religiosa. Le qualità umane fondamentali sono la porta per iniziare una genuina pratica religiosa. Allo scopo di raccogliere differenti studi religiosi in una sola vita umana, una persona dovrebbe capire i concetti delle diverse religioni e, per questo, i seguaci delle varie religioni dovrebbero incontrarsi e studiare insieme per il beneficio e la comprensione reciproci.

Questa è la principale ragione per cui promuovere il dialogo e gli incontri interreligiosi. Io considero la vita di Gandhi e il suo insegnamento come la migliore via e motivazione per attuare un così importante compito. A causa dell’assenza di apertura e di buon cuore, molte persone del mondo oggi soffrono per sentimenti di insoddisfazione, malinconia e senso di insicurezza. Così, promuovere valori umani più profondi è un insegnamento di cui oggi il mondo ha bisogno. Inoltre, la promozione di un’armonia tra le diverse religioni è essenziale per sviluppare le qualità umane.

Allo scolpo di sviluppare una reale armonia tra le differenti religioni, base di una reciproca comprensione, noi dobbiamo promuovere maggiore comunicazione e interazione tra religioni diverse. Perciò oggi il dialogo interreligioso è un compito e un bisogno essenziale. I valori umani essenziali stanno a significare che per sua natura, effettivamente ognuno ha lo stesso desiderio di felicità e lo stesso diritto di realizzarlo. Un’altra verità è che la felicità dipende dall’aiuto degli altri o dal loro supporto, e dalla loro gentilezza. Quindi, dobbiamo vivere nello sforzo comune del reciproco beneficio. Di conseguenza, noi dobbiamo occuparci o dovremmo pensare al benessere degli altri, avere il cuore aperto e capire la realtà.

Gandhi e le religioni

Consideriamo Gandhi come un uomo universale, che aveva una fede costante negli immortali valori umani e denunciava tutti i tipi di barriere: geografica, razziale, culturale ecc.. Riguardo alle diverse religioni nel mondo egli credeva profondamente che: “Tutte le religioni hanno una sorgente e nessun uomo ha il diritto di dire che la sua è la migliore o che sia la sola vera forma di credo”.

L’induismo di Gandhi era una religione con una prospettiva universale. Egli si lasciò influenzare da tutte le culture e rifiutò di ridurre la sua eredità culturale a una visione ristretta della vita e degli eventi. Gandhi credeva nella grandezza di tutte le religioni. Egli dice: “Io credo nella verità di tutte le grandi religioni del mondo”. Ogni qualvolta Gandhi ne aveva l’opportunità, egli citava le sacre scritture hindù, islamiche e cristiane alle riunioni di preghiera. Gandhi provava a capire e adottava ogni cosa che trovava essere di valore nelle altre religioni. Lui credeva in tutti i grandi profeti e santi. Proclama: “Il mio induismo non è settario. Esso include tutto ciò che io so essere il meglio nell’islamismo, nel cristianesimo, nel buddismo e nello zoroastrismo”.

Gandhi non separava mai la sua religione dal resto della sua vita. Egli dice: “Io non conosco alcuna religione a parte l’attività umana”. Gandhi era un uomo politico che regolava la sua vita politica sui dettami dei principi morali e religiosi e in base alla voce della coscienza. Thomas Matron riconosce un appropriato tributo a Gandhi, quando dice: “Per Gandhi, strano che possa sembrarci, l’azione politica deve essere la sua vera natura di religioso, nel senso che essa doveva essere permeata dai principi di saggezza religiosa e psicologica. Separare religione e politica era agli occhi di Gandhi ‘follia’, perché riteneva la politica fondata interamente su una religiosa interpretazione della realtà della vita e della condizione dell’uomo nel mondo”.

Nella prospettiva di Gandhi “Dio” e “Verità” hanno la stessa denotazione. Perciò l’asserzione “Dio è Verità” può essere convertita semplicemente senza cadere in errore. Il significato psicologico di questa citazione è rilevante.

Dopo “Crossed the Sahara of atheism”, Gandhi accettò l’idea di Dio delle religioni del mondo.

Dalla vita di Gandhi, io sono sicuro che le persone che vogliono trovare la soluzione per l’armonia delle religioni del mondo, possono imparare il modo migliore per studiare, praticare e promuovere la pace del mondo e la fratellanza universale.

 

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