PRIMO PIANO LIBRI

Racconto di vita partigiana

Da un progetto interculturale a un libro che narra la storia di un partigiano, Emilio Bacio Capuzzo. Per non dimenticare.
Alessandro Marescotti

Un libro che raccoglie la testimonianza di vita di Emilio Bacio Capuzzo, protagonista della lotta contro il nazifascismo nel milanese. La narrazione individuale è collocata nell’ambito della storia complessiva della Resistenza Italiana, a cui il libro dedica ampio spazio, ricostruendo prima il periodo dell’antifascismo dalle origini all’8 settembre 1943 e poi la sequenza delle stragi nazifasciste dal 1943 al 1945. Siamo, quindi, in presenza di un libro di ampio respiro, molto dettagliato, dal taglio per certi aspetti storico-didattico. Un’idea editoriale che rientra nel progetto “Per non dimenticare” promosso dai due autori: Fabrizio Cracolici (presidente dell’ANPI di Nova Milanese) e Laura Tussi (docente, giornalista e scrittrice di libri di pedagogia interculturale). Il progetto ha coinvolto molte persone e associazioni, dando vita a diversi incontri. Il libro rende conto di tale percorso e, nella parte finale, raccoglie varie testimonianze, prima fra tutti quella di Moni Ovadia, finalizzate a porre attenzione sulla attualità della Resistenza.
La parte più toccante del libro è proprio quella sulla storia del partigiano Emilio Bacio Capuzzo, nato in provincia di Padova nel 1926 e trasferitosi a Nova Milanese nel 1938. Figlio di un operaio socialista che non aveva voluto fare la tessera al Partito Fascista, Emilio Bacio Capuzzo si aggregò nel 1944 ai GAP, i gruppi partigiani, dopo una esperienza di lavoro in fabbrica. Conosce anche la deportazione nel lager di Bolzano. La sua è stata una vita difficile, avventurosa, e questo libro serve a comprendere e a testimoniare come la storia dell’Italia sia stata cambiata proprio da persone determinate e coerenti come lui. È giusto dedicare a queste persone un libro, in modo che anche i giovani oggi sappiano che cambiare la storia è possibile, anche con il sacrificio personale.
Laura Tussi, nella sua prefazione, evidenzia “l’attualità dei valori sociali e dei diritti civili e umani di cui occorre continuamente fare memoria” e offre della Resistenza una chiave di lettura soprattutto morale e pedagogica, in modo da aprirla alle nuove forme di resistenza, che oggi sono quelle –sottolinea – della lotta alle mafie, alle guerre, all’intolleranza.

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